Scambi ridotti dopo il rinvio

Mercato freddino, scambi risicati e titoli poco mossi. Il giorno dopo l’incontro interlocutorio tra Unipol e il contropatto di Bnl, Piazza Affari si dimostra attendista. Unipol ha guadagnato l’1,19% a 3,155 euro, mentre Bnl ha perso lo 0,18% a 2,669 euro. Secondo le ipotesi circolate ieri nelle sale operative, Unipol avrebbe trovato negli immobiliaristi guidati da Caltagirone i partner possibili per rilevare azioni Bnl e far scattare l’Opa obbligatoria. Un’Opa che si annuncia onerosa per la società assicurativa. Nel complesso l’esborso per Unipol si aggirerebbe intorno ai 6,5 miliardi di euro. Secondo gli esperti di Rasbank «il nulla di fatto di lunedì fa ipotizzare che gli attori dell’operazione siano diversi, ovvero che Unipol non agisca da sola nella scalata all’istituto romano e che si tenti di individuare la strada migliore per finanziare un investimento così ingente». Le banche disposte a sostenere la scalata della compagnia guidata da Consorte sono Crédit Suisse, Bnp Paribas, Dresdner e Royal Bank of Scotland, mentre il gruppo di banche popolari come Popolare Vicenza, Carige e Popolare dell’Emilia Romagna, sembrerebbe meno interessato a imbarcarsi nella difficile operazione, complicata anche dal rilascio delle necessarie autorizzazioni di Isvap e Consob. Rimane sempre in piedi l’ipotesi di un rilancio dell’offerta di scambio di Bbva (ieri le adesioni sono state pari allo 0,45%) di un’azione ogni 5 Bnl.