Scambio di prigionieri con Hezbollah: sì d’Israele

Altri 5 anni da usurpatore per Robert Mugabe. Ieri è stata proclamata la sua vittoria nell’elezione farsa a presidente dello Zimbabwe: d’altra parte era l’unico candidato, dopo che il rivale dell’opposizione Morgan Tsvangirai si è ritirato dalla competizione a causa della campagna di violenze orchestrata dal regime. Secondo la solerte commissione elettorale Mugabe avrebbe ottenuto 2.150.269 voti, l’85,51%. Il padre-padrone dello Zimbabwe ha giurato ieri pomeriggio al palazzo presidenziale di Harare: la cerimonia è stata salutata da 21 salve di cannone e dal passaggio a bassa quota dei jet militari.
E, secondo Mugabe, a festeggiare avrebbe dovuto esserci anche Tsvangirai, che era stato invitato all’investitura. Il leader dell’opposizione, ancora rifugiato nell’ambasciata olandese per timore di rappresaglie, ha rilanciato la sfida. L’opposizione, nonostante la truffa delle presidenziali, ha vinto le elezioni parlamentari. L’idea di Tsvangirai è un governo di unità nazionale, che confini Mugabe ad un ruolo di rappresentanza. «Abbiamo la capacità di controllare il parlamento e questo lo riconosce anche lo Zanu-PF (il partito di Mugabe). Dobbiamo arrivare a un accordo provvisorio per lavorare ad una nuova Costituzione», ha dichiarato il capo dell’opposizione.
Intervistato dal domenicale britannico Sunday Telegraph, l’ex minatore ha detto di «non ritenere inconcepibile» che se ricoprirà la carica di primo ministro con poteri esecutivi, Mugabe possa rimanere presidente, con un ruolo soltanto cerimoniale. L’anziano padre-padrone del Paese sarebbe pronto a negoziare un accordo attraverso la Chiesa.
Le violenze «sponsorizzate dallo Stato» prima del voto di ballottaggio di venerdì hanno fatto sprofondare lo Zimbabwe «al punto più basso della sua storia recente» ha dichiarato il capo degli osservatori africani Marwick Khumalo. «La missione ha concluso che l'atmosfera attualmente prevalente nel Paese non ha portato alla realizzazione di elezioni libere, eque e credibili» ha sottolineato Khumalo. Anche perché l’affluenza alle urne è stata molto più bassa del 42,37% di cui ha parlato il regime. I 40 osservatori africani hanno segnalato scarse file ai seggi ed intimidazioni per costringere la gente al voto. Chi non ci stava veniva punito terrorizzando la famiglia. Un neonato di 11 mesi, Blessing Mabhena, si è ritrovato con tutte e due le gambe spezzate, perché suo padre è un oppositore di Mugabe.
I leader dell’Unione africana si incontreranno oggi in Egitto. L’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, premio Nobel per la pace, ha lanciato un appello al vertice per non riconoscere l’elezione di Mugabe. Il primo ministro del Kenya, Raila Odinga, auspica un intervento militare: «Mugabe è una vergogna per il nostro continente. L'Unione Africana dovrebbe mandare i suoi soldati nello Zimbabwe per liberare la gente di quel Paese».
www.faustobiloslavo.com