Lo scampato a «Pizza connection»

Sull’asse mafioso Palermo-New York rispuntano vecchi padrini di Cosa Nostra, anziani uomini d’onore tornati in pista a guidare sulla via del crimine giovani rampolli che si fanno avanti nelle famiglie dell’isola. Nell’inchiesta «Old bridge», che mette in luce gli affari fra clan americani e siciliani, imperniati soprattutto sul traffico internazionale di stupefacenti, tornano alla ribalta anche alcuni imputati già condannati al primo maxi processo a Cosa Nostra. Così rientra in cella Filippo Casamento, di 82 anni, indicato come un personaggio di spicco delle cosche, già coinvolto nell’inchiesta «Pizza connection», detenuto negli Stati Uniti ed espulso in Italia nel 2002. È rientrato clandestinamente in America nel 2004, dove è stato arrestato. Ritorna dietro le sbarre anche Giovanni Adelfio, 70 anni, suocero dei boss Carlo Greco e Santino Pullarà. Ma c’è anche Francesco Adelfio, 66 anni, già imputato al maxi processo a Cosa Nostra, come pure Giovanni Lo Verde, 69 anni. E storico è anche il nome di Domenico Cefalù, detto «Dominique», emigrato alla fine degli anni Settanta negli Stati Uniti, e ritenuto adesso il vicecapo della famiglia mafiosa dei Gambino di New York. Tra le nuove leve spicca il nome di Giovanni Inzerillo, figlio del boss Salvatore, assassinato durante la guerra di mafia degli anni ’80.