Gli scandali scuotono la Francia: dopo Eads tocca a Confindustria

da Parigi

Due scandali dalle conseguenze imprevedibili stanno scuotendo la Francia. Del primo si parla il meno possibile, ma sta diventando una vera e propria mina vagante, che riunisce la Confindustria d’Oltralpe (il Medef) e le confederazioni sindacali. La vicenda è nata per caso: un solerte impiegato di banca ha segnalato alla polizia che il signor Denis Gautier-Sauvagnac, 64 anni, vicepresidente del Medef incaricato dei negoziati tra le parti sociali, aveva un vizietto: si presentava allo sportello e partiva con borse di banconote.
Fatti i debiti controlli, gli agenti hanno pescato con le mani nel sacco monsieur Gautier-Sauvagnac, che è anche presidente degli imprenditori metalmeccanici, ma i vertici del Medef si sono rifiutati di punirlo benché quel denaro provenisse proprio da casse confindustriali. Interrogato dagli inquirenti, l’interessato fornisce spiegazioni poco plausibili («Opere di bene»), ma alla fine un sospetto si fa largo con forza: quello che il Medef stesso finanziasse da anni sottobanco i suoi «rivali sociali» e che Denis Gautier-Sauvagnac, negoziatore ufficiale della Confindustria transalpina con i sindacati, avesse anche il compito di ungere le rotelle di questi ultimi a suon di bustarelle.
Il tam tam delle indiscrezioni afferma che la confederazione Force Ouvrière (FO), nota per il carattere grintoso del proprio comportamento al tavolo dei negoziati, sia stata proprio tra i beneficiari delle strane strette di mano che si verificavano sotto quel medesimo tavolo. Jean-Claude Mailly, segretario generale di FO, si è precipitato a dire che l’organizzazione non ha nulla a che vedere con questa vicenda, ma il suo imbarazzo ha fatto pensare esattamente al contrario.
Tanto più che lui stesso ha ammesso «il sospetto» che l’«affare Gautier-Sauvagnac» fa pesare sulle organizzazioni sindacali. «È una situazione molto sgradevole per il movimento sindacale», ha dichiarato alla radio pubblica France Inter il numero uno di FO. Non meno imbarazzata è la signora Laurence Parisot, leader degli imprenditori francesi, che ammette: «Il Medef è in stato di choc». La Parisot sembra contraddirsi: da un lato conferma Gautier-Sauvagnac in tutti i suoi incarichi e dall’altro annuncia che d’ora in poi terrà personalmente gli occhi bene aperti. Restano le polemiche e resta soprattutto l’inchiesta della magistratura: ci sono prove del ritiro complessivo di 5,6 milioni di euro «liquidi» da parte di Gautier-Sauvagnac dai conti confindustriali del settore metalmeccanico e c’è il sospetto che - nell’arco di numerosi anni - sia sparita una cifra tre volte superiore. Uno scandalo coi fiocchi.
Intanto il «caso Airbus» continua a tenere i francesi col fiato sospeso. La magistratura e l’Amf (Autorità dei mercati finanziari, ossia il «gendarme» della Borsa) indagano su una vicenda di insider trading che sembra evidentissima: nel periodo 2005-2006, quando solo i dirigenti e i principali azionisti di Eads (la società franco-tedesca che controlla Airbus) erano al corrente di alcune informazioni assai preoccupanti, c’è stata una raffica di vendite di titoli Eads, poi disastrosamente deprezzatisi quando la reale situazione del gigante aeronautico è divenuta di pubblico dominio. La novità sta nel fatto che il presidente Nicolas Sarkozy è sceso in campo personalmente. Ha detto che «deve essere fatta piena luce» su tutta quella vicenda «senza guardare in faccia a nessuno». L’allora ministro dell’Economia, Thierry Breton, è nel mirino delle critiche perché proprio una banca pubblica comprò azioni Eads, sostenendone il valore nel periodo precedente il crollo, avvenuto nel giugno dello scorso anno.