Lo scandalo affossa Edwards «Tradiva la moglie malata»

La stampa liberal americana ha finora ignorato le voci di scandalo che da qualche giorno circolano sul conto del democratico John Edwards. L’ex senatore del North Carolina spera ancora in una prossima telefonata di Barack Obama. Il politico, ex candidato vice presidente per John Kerry nel 2004, contendente alle primarie del 2008, sulla lista dei possibili numeri due alla Casa Bianca, si trova però in queste ore a dover gestire voci e indiscrezioni, arginate per mesi, su un presunto scandalo a sfondo sessuale. Soltanto poche settimane fa, a Npr, la radio pubblica americana, Edwards diceva di essere pronto ad accettare da Obama qualsiasi incarico. Poi, martedì, il National Enquirer, un tabloid scandalistico di grande circolazione venduto nei supermercati degli Stati Uniti e spesso poco attendibile, ha pubblicato un articolo pieno di dettagli scomodi: l’ex senatore avrebbe un’amante segreta e una figlia frutto del rapporto extraconiugale. La moglie, Elizabeth, malata di cancro, sarebbe all’oscuro di tutto.
Un reporter e un fotografo del giornale di gossip avrebbero braccato Edwards mentre usciva verso le tre del mattino da una camera d’albergo - al Beverly Hilton di Los Angeles - occupata dalla signora Rielle Hunter, regista di piccola fama. Di lei parlava già nel 2006 la rivista Newsweek. Era stata infatti incaricata dalla campagna di Edwards di confezionare mini filmati sul politico, ripreso nella privacy della vita quotidiana. I video, dicono oggi maliziosi alcuni blogger americani, sono ora spariti dal web, irrecuperabili. L’ex senatore democratico, inseguito dai giornalisti nell’hotel californiano, si sarebbe rifugiato nelle toilette della hall in attesa dell’intervento degli uomini della sicurezza. Il National Enquirer promette ora ai lettori la pubblicazione delle fotografie del fatto.
Tutto questo sarebbe successo martedì, secondo le informazioni del foglio sensazionalistico. Da mesi, l’Enquirer pubblica indiscrezioni sulla storia tra Hunter e il politico e sulla gravidanza di lei. Un assistente di Edwards, sposato, ha rivendicato la paternità della figlia della regista pochi mesi fa.
Nonostante ciò, sul web le voci sulla love story non hanno smesso di circolare. Per ora, però, le tracce del presunto scandalo sono quasi inesistenti sui principali mass media degli Stati Uniti. Questo insospettisce i blogger politici americani e i commentatori dei siti, anche quelli di fede dichiaratamente democratica. Il magazine Slate e il blog the Huffington Post si chiedono il perché di tanta inedita prudenza, soprattutto dopo la pubblicazione di un lungo reportage del Times di Londra che rivela come il direttore della sezione blog del Los Angeles Times, Tony Pierce, abbia addirittura chiesto ai suoi giornalisti di non occuparsi del caso. «Visto che l’unica fonte è il National Enquirer abbiamo deciso di non coprire le voci», ha detto.
Soltanto Fox News, emittente di chiaro orientamento conservatore, ha dedicato un talk show allo scandalo, dopo aver annunciato «verifiche indipendenti» sulle indiscrezioni dell’Enquirer e ha proposto un’intervista a una guardia dell’albergo di Los Angeles che confermava alcuni dettagli dell’evento. L’ex senatore smentisce l’affaire extraconiguale, come aveva già smentito a ottobre voci, sempre messe in circolazione dallo stesso tabloid, su una sua presunta clandestina paternità.
La storia e anche il protagonismo del giornale scandalistico ricordano agli americani la campagna presidenziale del 1988 e il caso Donna Rice, che coinvolse Gary Hart. In quell’occasione, però, i principali mass media coprirono senza esitazioni lo scandalo. L’allora candidato democratico, dopo la pubblicazione di indiscrezioni su una sua relazione extraconiugale sul Miami Herald, sfidava i reporter dalle colonne del New York Times a seguirlo ovunque: «Sarà noioso», assicurava. Proprio il National Enquirer, però, pubblicò poco dopo le tutt’altro che noiose fotografie del candidato a bordo di uno yacth con in braccio la bella modella Donna Rice. Una settimana dopo, Hart si ritirò dalla corsa alla Casa Bianca.