LO SCANDALO DEL BAMBINELLO

In un impeto masochistico, mi sono messo a ritagliare gli articoli sulle primarie del centrosinistra pubblicati dai giornali genovesi. Roba da malati, me compreso che li ho letti. Centinaia e centinaia di articoli di giornale fatti di niente, per raccontare il niente: «Le primarie delle primarie». Il mio amico Mario Paternostro, che pure stimo, ha fatto addirittura una trasmissione apposita su Primocanale per parlare di questo argomento. Giuro, è vero.
Niente che abbia a che vedere con i problemi della città, ma molto che ha a che vedere con i problemi di autoconsiderazione di Marta Vincenzi o con quelli di testardaggine di Mario Margini. Oppure, lunghe articolesse che raccontano di come una parte della Margherita voglia Alessandro Repetto in Provincia e l’altra parte chiunque tranne Alessandro Repetto. Un mondo a parte fatto di gente che scrive per se stessa, che parla a se stessa e che ha perso completamente la percezione della realtà. Gente che, per punizione, dovrebbe essere mandata su un autobus a declamare uno di questi articoli. Così, per vedere l’effetto che fa. Senza soluzione di continuità fra politici e giornalisti.
A fianco dei chili di carta dedicati a questa robaccia, mi sono conservato gli articoli sulla questione del presepio negato un Regione. Una piccola storia, certo. Ma una piccola storia in cui si dice molto di più che in tutte le discussioni sulle primarie. Anche per chi non è religioso. In questo caso, gli articoli sono tre o quattro, poche righe, messe lì quasi con disprezzo. Titoli piccoli, niente fotografie, rilevanza zero. Vuoi mettere con Vincenzi-Margini o Repetto-Furlan? Quella sì che è roba importante, altro che tre statuine!
Ecco, io mi vergogno di far parte di una categoria che dedica centinaia di articoli alle primarie dell’Unione (ma direi lo stesso per quelle della Casa) e non trova una riga di inchiostro, o ne trova pochissime, per indignarsi di fronte alla negazione di un presepe nei locali della Regione. Presepe che, persino Fausto Bertinotti ha inaugurato volentierissimo a Montecitorio: «Lo trovo rispettoso di credenti e non credenti e di una storia del Paese e della sua cultura religiosa o popolare».
Fra coloro che non hanno votato per il presepe - oltre a tanti assenti del centrodestra che non si vede cosa ci stiano a fare in Regione, se non votano quando sarebbero decisivi - c’era tutta la sinistra (ad eccezione del presidente del Consiglio regionale Ronzitti, che si è astenuto, magari sperando in una statuina anche per lui), che qui è rimasta ferma a prima del muro. E c’erano, assenti o astenuti, anche quei cattolici della Margherita che poi passano la giornata a parlare di «sindaco cattolico» o di Margini-Vincenzi-Repetto-Furlan.
Per la cronaca, ieri, don Gallo ha detto che lui voterà Sanguineti alle primarie, ma che poi sceglie Margini. Del presepe non ha parlato.