Scandalo al Carnevale di Rio: la regina del samba ha 7 anni

Non ci sono costumi da Biancaneve o di Topolino per il carnevale di Julia. Quest’anno alla famosa scuola di samba Viradouro è stata eletta lei reginetta, la protagonista indiscussa del carro del 2010 è lei, Julia. Sette anni. Al posto delle amichette vestite da fatine o principesse, bellissime ragazze in tanga a sculettare per ore sul carro che attraversa Rio de Janeiro.
Una decisione choc, che spacca il Brasile. Manca meno di una settimana all’inizio del Carnevale di Rio, è tutto pronto, ma la decisione se far sfilare Julia spetta ora a un giudice. È lui che dovrà decidere se permettere la presenza di Julia tra le vere protagoniste di sempre: donne bellissime e sensuali, che ballano in modo provocante, si muovono dentro quei loro vestitini attillati, quasi inesistenti, sorridono e ancheggiano, ostentano la loro perfezione frutto di operazioni chirurgiche, sfoderano cosce lunghissime e sederi granitici, il pubblico sotto che guarda attento e smanioso. Ma quest’anno la presenza di Julia sconvolge. Il Brasile liberale e aperto questa volta dice no. La bambina, insorgono le associazioni per la diritta dei minori, è troppo piccola per avere un ruolo sul carro del Carnevale di Rio. Le sue compagne sono un chiaro riferimento al sesso libero, alla trasgressione; Julia è solo una bambina. Il Consiglio dello Stato di Rio per la difesa dei bambini ha puntato i piedi e grida vendetta. «La scelta di Julia - dicono - non fa altro che alimentare il trattamento dei bambini come oggetti sessuali nella società brasiliana». «Julia è troppo giovane per ballare, gridano le associazioni per i minori, è del tutto inappropriata per assumere il tipico atteggiamento sensuale riservato finora alle ballerine». Il Brasile si ferma un attimo e fa un passo indietro. Nel Paese che ancora oggi lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, l’idea di far sfilare una bambina fa paura. E allora anche il Carnevale può essere messo in discussione. Il caso ora è nelle mani di un giudice che entro una settimana dovrà decidere se permettere alla piccola Julia di sfilare. Lei intanto è lì, ogni giorno a fare le prove, si è preparata per un anno, ha imparato i passi e spiato gli atteggiamenti delle sue compagne più grandi, le ha osservate mentre alle prove ammiccavano e sorridevano con quell’aria un po’ misteriosa. Lei ha imparato benissimo, tutta la scuola l’ammira, è stata definita la «Shirley Temple del samba» dicono che è nata con la musica nel sangue, per questo è stata eletta «Regina» del suo gruppo la famosissima scuola di samba Viradouro. Dietro questa smania di riuscire c’è anche il padre, che è il presidente del gruppo Viradouro. È lui che in questi giorni, contro le barricate delle associazioni per i minori, si sta sgolando per assicurare che no, Julia è una ballerina nata, che ha un talento naturale e che ballare quel giorno è l’unico sogno di Julia. Non importa se ci sarà il solito caldo soffocante, lei quegli ottanta minuti ballando, il tempo della parata, li regge benissimo, anzi. «Julia, ha assicurato, ha la grinta necessaria per essere regina del Carnevale». Ma le critiche non si placano, i brasiliani sono divisi, chiedono al giudice di bloccare tutto, lui si difende e spiega: «Se un uomo avverte una sorta di eccitazione nel vedere una bambina di sette anni è meglio che si faccia visitare da un medico». Dall’altra parte resta Julia, con le sue ambizioni, e con quelle del padre, con quel suo vestitino bianco di paillettes. Giù ci sarà il pubblico a brindare agli eccessi, a godersi la sfilata, donne stupende, scolpite, rifatte, perfette, perizoma piume e brillantini, con quella bambina in mezzo a loro a fare già l’occhiolino al pubblico in visibilio.