Scandalo Clearstream: si stringe il cerchio attorno al «corvo»

Alberto Toscano

da Parigi

«È ora di finirla con la dittatura delle soffiate e delle calunnie», dice il capo dello Stato Jacques Chirac, 73 anni, all'uscita dalla riunione settimanale del consiglio dei ministri, da lui presieduta all'Eliseo. Al tempo stesso Chirac conferma la sua piena fiducia nel primo ministro Dominique de Villepin, 52 anni, che secondo lui sta facendo un ottimo lavoro e sta ottenendo importanti risultati nella lotta alla disoccupazione (che resta però tra le più elevate in Europa). Il contrattacco di Chirac viene nel giorno stesso in cui il settimanale satirico parigino Le Canard Enchaîné parla dell'esistenza in Giappone di un suo conto segreto per 45 milioni di euro, alimentato da chissà quali rivoli. Sarebbe stato il generale dei servizi segreti Philippe Rondot a rivelare l'esistenza presso la Sowa Bank di Tokio di quel «misterioso» conto estero riconducibile nientemeno che al presidente francese.
Ormai Chirac è in trincea col suo fidato primo ministro. La loro battaglia si svolge su due fronti: da un lato contro l'opposizione socialista e dall'altro contro il vertice del loro stesso partito, l'Union pour un Mouvement populaire (Ump) sempre più strettamente controllato dal ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy, 51 anni. Ieri il segretario generale del Partito socialista, François Hollande, ha preannunciato la presentazione di una mozione di censura al governo, che sarà discussa la prossima settimana all'Assemblea nazionale. L'Ump ha la maggioranza assoluta e dunque la mozione verrà respinta. Ma sarà l'occasione per mettere una volta di più alla berlina Villepin, che sarà salvato dai suoi più insidiosi avversari: i deputati dell'Ump fedeli a Sarkozy.
L'attuale «Watergate francese» è nato proprio dal tentativo di Villepin e dei suoi collaboratori di screditare Sarkozy per impedirgli di partecipare alle presidenziali del 2007. Secondo Le Canard Enchaîné l'operazione è stata coordinata nel 2004 dal diplomatico Jean-Louis Gergorin, amico ed eminenza grigia dell'allora ministro degli Esteri Dominique de Villepin. Gergorin non era nuovo a iniziative di «destabilizzazione» grazie a un meccanismo di «soffiate e di calunnie». Come dire che oggi il tandem Chirac-Villepin è vittima di quelle stesse armi utilizzate due anni fa nel vano tentativo di screditare Sarkozy. Solo che nel caso delle voci a proposito di Chirac, Villepin e Gergorin sembra esserci ben più sostanza che in quelle costruite ad arte due anni fa a carico di Sarkozy.
Per molti giornali francesi Gergorin è «il corvo», ossia l'autore delle lettere anonime alla magistratura, inviate nel 2004 e volte a screditare gli avversari di Villepin, a cominciare proprio da Sarkozy. Quest'ultimo si è costituito parte civile nel procedimento contro ignoti. Ieri Gergorin ha abbandonato le proprie funzioni di vicepresidente del gruppo aeronautico franco-tedesco Eads, che controlla il colosso Airbus. Ormai la magistratura francese si sta interessando da vicino alla sua persona. Come dire che le sue vicende giudiziarie rischiano di creare situazioni imbarazzanti anche all'interno di Eads ed Airbus.
La bufera del «Watergate della Senna» rischia di coinvolgere l'Eliseo in modo più grave di quanto è accaduto finora. Ieri cinque deputati socialisti, che agiscono per adesso in modo autonomo rispetto al loro stesso partito, hanno chiesto ufficialmente a Chirac di dimettersi e di convocare elezioni anticipate per la scelta del suo successore.