Scandalo coop rosse, il presidente si dimette

nostro inviato

a Reggio Emilia

Cadono le teste della Coopservice, la coop rossa reggiana al centro di una speculazione piuttosto ardita per una società mutualistica: alcune centinaia di soci (sono in tutto 5000) pilotati dai vertici hanno sfruttato la recentissima quotazione in Borsa della controllata Servizi Italia per accumulare in Lussemburgo un «tesoretto» di 36 milioni di euro esentasse. La coop è stata commissariata, presidente e vice (tra i maggiori beneficiari dell’operazione) dimissionati, tre studi legali sono stati incaricati di trovare il sistema per far rientrare le ricche plusvalenze nelle casse della holding entro un mese.
L’altro pomeriggio il consiglio di amministrazione non ha dato scampo a Pierluigi Rinaldini e Barbara Piccirilli, numeri uno e due della coop di Cavriago, che lasceranno a giugno mentre Marco Bianchini, amministratore indipendente della Servizi Italia, se ne è già andato. Al cda è passata la linea di Legacoop, presente in forze con il presidente regionale Paolo Cattabiani e provinciale Ildo Cigarini: «L’operazione lussemburghese è risultata confliggere con il sentimento e l’idea di mutualità dei cooperatori reggiani», sentenzia una nota.
In effetti è stata una speculazione finanziaria a uso di pochi: Coopservice (servizi alle imprese) compra Servizi Italia (lavaggio e sterilizzazione di materiali ospedalieri) e decide di quotarla, ma prima del collocamento sposta il 40 per cento del capitale a una finanziaria del Granducato, la First Service Holding, i cui 300 soci sono quasi tutti soci della Coopservice. Al momento dell’offerta pubblica di vendita, la Fsh incassa 8,5 euro per ogni azione Servizi Italia (quasi cinque milioni) collocata: tenuto conto che l’acquisto era avvenuto a 1,149 euro, il calcolo è presto fatto. La plusvalenza lussemburghese supera i 36 milioni di euro.
Quando Legacoop seppe, mancava ancora un mese alla quotazione ma Rinaldini ha tenuto duro, convinto che anche per le coop era giunto il tempo di sfruttare le occasioni del mercato. I capi della Lega sono stati però di diverso avviso. L’altro pomeriggio è arrivata la resa dei conti ed è passata la linea dura del repulisti, dopo cinque ore di discussione serrata conclusa dal voto unanime su un documento.
Via dunque Rinaldini (un milione 276mila euro di plusvalenza) e Piccirilli (798mila), vittime di un’operazione più da raider che da cooperatori. Cancellata l’avventura lussemburghese, ma non il «tesoretto» ancora interamente depositato nel Granducato: non si sa ancora come, ma i 36 milioni di euro (o quello che ne resterà dopo aver pagato le spese e restituito i capitali inizialmente investiti) andranno alla Coopservice. La quale caccia Rinaldini incassando però i proventi della sua operazione. Nessuna novità invece sui nomi dei 40 soci Fsh non ancora resi noti.