«Uno scandalo i consiglieri regionali nei Municipi»

Anche se in ferie nella mia Melia di Scilla in provincia di Reggio Calabria, ho seguito con interesse la «polemica» sui costi della politica nei Municipi: prima l’intervento di Renzo Di Prima del Medio Levante; poi il mio collega Enrico Cimaschi; quindi Carla Boccazzi dalla Bassa Valbisagno e Massimo Pernigotti dalla Provincia.
Come già noto a tanti anche io faccio parte della cosiddetta «casta», in quanto eletto nel Municipio I Genova Centro Est nelle file di Alleanza Nazionale, rivestendo, da subito, il ruolo di capogruppo.
Entrando senza indugio nel vivo di quelli che sono stati gli argomenti trattati, guadagni e stati d'animo dei Consiglieri, mi preme precisare che personalmente (ringraziando Iddio) in questo scorcio di legislatura non sono tra quei Consiglieri che hanno dovuto tener conto, per vivere, degli emolumenti «politici» che per dovere e trasparenza ammontano a circa 1.200,00 Euro netti all'anno e divisi in due trance (sono uno dei Consiglieri più presenti).
È doveroso precisare che per noi Consiglieri gli emolumenti sono gettoni di presenza, ovvero ogni effettiva presenza è pagata con un gettone (circa 30 Euro) a seduta altrimenti non si ha diritto a nulla.
Credo che la definizione di «eroi», per noi Consiglieri, del Presidente Cimaschi, sia eccessiva ma Le assicuro che rende bene l'idea sul ruolo che rivestiamo tenuto anche conto che i Municipi non sono per niente «decollati» non essendosi perfezionato il decentramento tanto sventolato.
Ai nostri livelli pensare ad ulteriori tagli generalizzati non credo costituisca un risparmio tale da invertire la situazione economica del Comune però è giusto rivedere alcune situazioni, per esempio, credo che vadano vietate per legge le doppie cariche politiche, mi chiedo se ha senso che un Consigliere regionale (oltre 7.000,00 Euro mensili) continui a percepire anche i gettoni nel Municipio (e magari anche gli altri benefit: telefonini di servizio, pass per i parcheggi e viaggi gratis sui bus AMT) trincerandosi dietro la frase «non mi dimetto per rispetto del mandato ricevuto dagli elettori» come se a mandarli in regione fossero stati altri elettori.
Premesso che sono consapevole che non è il medico che prescrive la candidatura alle elezioni e credo che le Istituzioni ne debbano regolare il funzionamento intervenendo ogni qualvolta si intravedono margini di miglioramento e di riduzione costi e a tal proposito credo che con circa 700,00 Euro al mese, gli Assessori potrebbero tranquillamente rinunciare ai benefit elencati dall'Assessore che per primo ha «lanciato il sasso» sui tagli della politica.
Solo per onestà ricordo che dal 9 giugno di quest'anno sono stato «promosso» da Vicepresidente a Presidente della Prima Commissione Consiliare Permanente e non sono andato a reclamare (ma neanche mi è stato suggerito) nessun benefit per il ruolo che rivesto continuando a pagare tutto di tasca mia.
Concludendo, credo che si possa e si debba fare qualcosa per ottimizzare la «macchina», per esempio abolendo gli emolumenti e benefit agli Assessori municipali, visto che al contrario degli altri «colleghi» (comunali e regionali) continuano ad essere Consiglieri anche dopo la nomina ad Assessore e non «rischiano il posto» in caso sfiducia.
*Presidente Prima Commissione

Permanente e Capogruppo An

Municipio I Genova Centro Est