Lo scandalo Marini: un perizoma di pizzo per Marilyn Monroe

La seduzione in passerella: s’ispira ai «segreti» delle dive di Hollywood la collezione di intimo dell’attrice-stilista

Anna Maria Greco

da Roma

Portava un reggiseno brillante di strass Marlene Dietrich, sotto il cilindro del suo «Angelo azzurro»? E Ingrid Bergman nascondeva slip con il cuore-gioiello con il suo severo tailleur? Forse ci è sfuggito, ma c’erano dei cristalli a impreziosire il reggicalze di Sophia Loren nello spogliarello-cult del film Ieri, oggi, domani. E magari Marilyn Monroe indossava un perizoma di pizzo in A qualcuno piace caldo. Queste sono, comunque, le dive del cinema viste da Valeria Marini nell’ottica del suo intimo Seduzioni, per particolarissimi «balli d’amore».
Nel tempio di Adriano, dopo tante polemiche con AltaRoma, ecco la lingerie dell’ex-star del Bagaglino presentata attorno ad un letto rotondo che contiene una vasca di palloncini rossi, tra musiche d’archi e pianista, cibo afrodisiaco, poesie di Pablo Neruda e modelle mascherate come nel film di Stanley Kubrick Eyes wide shut, con Nicole Kidman e Tom Cruise. Atmosfera da «boudoir» come dice Valeria, o da «bordello», come spiega senza remore il suo regista Luca Tomassini? È seduzione, secondo il nome della linea-gioiello griffata Marini, o porno come protestava il presidente di AltaRoma Stefano Dominella, prima di ravvedersi?
Lei, Valeriona, ha ceduto alle insistenze di Tomassini e ha accettato di aprire la sfilata affacciandosi dal finto balcone della garçonnière, con la sua biancheria per donne «belle e seducenti ma senza essere troppo provocanti». Il troppo, si sa, è relativo. La sfilata s’ispira a icone del cinema e musical come Moulin Rouge, Sweet Charity, Cabaret, All the jazz. Ma tra i personaggi femminili, c'è anche Lolita.
Valeria quest’esperienza la prende sul serio, anche perché ha già venduto 400mila pezzi della sua linea commerciale di intimo. «Era il mio sogno - racconta -, perché prima di fare l'attrice ho fatto un anno di Istituto Europeo di Design a Milano. In questa collezione ci ho messo cuore e anima». Cuori tanti, su slip e string, reggiseni a balconcini e vestaglie. Per coprire un po’, ci sono gli abiti prestati da griffe come Gucci e Gai Mattiolo, che la portò sulla scalinata di Trinità de’ Monti nel 2001 come la «donna del boss», mentre il suo Vittorio Cecchi Gori era alle prese con la giustizia.
Dall’hard della Marini all’innocenza dei bambini, che con «Kids for kids» chiudono la 5 giorni romana, sulla Terrazza del Pincio, sfilando in 150, di tutte le razze, per solidarizzare con i piccoli schiavi-soldato. La prima edizione della manifestazione intitolata «Giochiamo alla guerra», presenta abiti di Ab-Soul, Princess, Blauer, Cavalli Angels & Devils, Diesel, DKNY Donna Karan New York, Energie, Ki6, Il Baule di Elianne, Le Casali, Le Sciantose, Miss Bikini Kids, Missblumarine, Miss Sixty, Parrot, Sweet Years. Si esibiscono anche Eleonora Cadeddu, la Annuccia di «Un medico in famiglia» vestita Laura Biagiotti Dolls, Sara Santostasi di «Don Matteo» per Miss Blumarine; Cristiana e Vittorio, figli di Tiziana Rocca e del regista Giulio Base, in abiti Cavalli Angels e Devils, Federica Pettineo, vincitrice dello Zecchino d'argento 2003. Beneficenza e moda possono andare a braccetto, se ne parla anche nella tavola rotonda «Fashion for good», organizzata dalla giornalista Stefania Giacomini.
È così, tra sfilate osé e polemiche, tra minimodelli e principesse al ballo vestite da Sarli, Ferretti, Balestra, Gattinoni, Riva, Odicini, tra progetti come quello in cui Coretti fa lavorare insieme anziane sarte e giovani studenti, che si chiude AltaRoma. Dando appuntamento a gennaio, con il tema «Flash, le immagini della moda».