«Lo scandalo non sono le opzioni Anzi, proteggono più delle azioni»

«Sono più complicate, ma offrono maggiori coperture e opportunità»

da Milano

Un impiegato ha messo in ginocchio la terza banca di Francia: questo conferma che le opzioni sono operazioni ad alto rischio? Lo chiediamo ad Alfio Bardolla, esperto in derivati e fondatore in Italia di una scuola di formazione in prodotti finanziari sofisticati.
«No. Qui le opzioni non c’entrano niente. Da quanto è emerso, l’impiegato faceva trading per la banca e poteva manipolare le scritture contabili. Falsificando un eseguito è facile far credere che un’operazione è andata a profitto».
Può aver agito indisturbato per un anno?
«Impossibile. I controlli devono esserci, tantopiù in un grande istituto».
Le opzioni, in sè, non sono prodotti rischiosi?
«È rischioso non conoscerle. Al contrario, conoscendole, offrono vantaggi che le azioni non hanno. Permettono soprattutto di proteggere l’operazione e di prevedere il grado di rischio».
Non sono però investimenti alla portata di tutti.
«In termini economici, le opzioni sono meno costose delle azioni e hanno un effetto leva che può far guadagnare molto di più. Certo, sono più complicate e sono frutto di più variabili. Ma una volta presa confidenza, si può beneficiare del fatto che accelerano più del titolo, permettono di coprirsi, e se le cose vanno male si possono spostare e aggiustare».
Nei suoi corsi fa riferimento solo alla Borsa di New York, non a quella italiana.
«I modelli sono gli stessi, ma negli Stati Uniti si può operare su 8mila titoli, in Italia i titoli opzionabili sono non più di una decina. In un mercato globale, grazie a Internet, è possibile operare dall’Italia a Wall Street senza problemi. L’unico limite è di mentalità».
E vero che con le opzioni si può guadagnare indipendentemente dall’andamento del mercato?
«Si, a seconda delle strategie e delle coperture che si impostano. Il rischio è sempre calcolabile a priori e le probabilità di guadagnare sono superiori a quelle di perdere».
Può fare un esempio comprensibile a tutti?
«Negli Stati Uniti la gran parte dei titoli ha vistose oscillazioni ogni tre mesi, all’annuncio degli utili. Comprando con anticipo, simultaneamente, un’opzione call e una put (diritto a comprare e a vendere, ndr), si punta a uno strappo o all’insù o all’ingiù: l’unico rischio che ci si accolla è il costo delle opzioni, ma la perdita si concretizza solo se l’azione resta sostanzialmente stabile. É una figura che si chiama “straddle“».
Se guadagnare è facile, perchè i fondi d’investimento non sono tutti in attivo?
«I fondi possono soltanto comprare azioni, nemmeno venderle allo scoperto».
La cultura finanziaria delle persone è molto bassa, non crede?
«Tutti assicurano la casa, ma nessuno assicura il proprio portafogli. Anzi, lo si affida a uno sconosciuto senza avere le conoscenze necessarie per indirizzarlo e controllarlo. Poi ci si lamenta se si perde...»