Scandalo onorificenze, nuovi guai per Blair

Londra - Lo scandalo delle onorificenze promesse in cambio di finanziamenti sottobanco al partito laburista non dà pace a Tony Blair: Scotland Yard sta indagando per accertare se Lord Levy - amico del primo ministro e principale raccoglitore d fondi per il Labour Party - si sia dato da fare per occultare prove e depistare le indagini. Il sospetto - ha rivelato oggi il 'Guardian' - è corroborato da un'e-mail inviata ai suoi avvocati da una delle più strette collaboratrici di Blair, Ruth Turner, due volte interrogata - la prima volta in stato di fermo - per lo scandalo.

Su richiesta di Scotland Yard l'Alta Corte aveva vietato nei giorni scorsi alla Bbc e al tabloid Sun di dare notizia dell'e-mail. Il 'Guardian' è invece uscito vincitore dal braccio di ferro con Scotland Yard e con l'avvocatura di stato. I giudici hanno rinunciato ieri sera a emettere un ulteriore altolà quando hanno saputo che il quotidiano con la notizia in prima pagina dell'e-mail di Ruth Turner era già stato stampato ed era in via di distribuzione. Sulla scia della vittoria giudiziaria riportata dal 'Guardian' la Bbc ha ottenuto il permesso di mandare in onda le più recenti informazioni in suo possesso sullo scandalo che sta avvelenando a Blair - già sottoposto a due umilianti interrogatori sul caso - gli ultimi mesi di potere. Scotland Yard voleva tenere segreta la e-mail fino a quando avrà l'opportunità di interrogare di nuovo lord Levy e la Turner. Aveva espresso il timore che le notizie a questo proposito risultassero pregiudizievoli all'inchiesta.

Senza scendere nei dettagli un portavoce di Downing Street ha definito oggi «inaccurate» le informazioni diffuse da Bbc e 'Guardian'. Lord Levy ha da parte sua ribadito di non aver fatto nulla di illegale ma sembra sempre più probabile che al termine dell'inchiesta - in corso da undici mesi - Scotland Yard ne chiederà l'incriminazione.