Scandalo in piazza Novelli Il parcheggio slitta ancora (ma i box sono già pagati)

La beffa è arrivata dopo il danno: il parcheggio di piazza Novelli doveva essere pronto oltre tre anni fa, il 20 luglio 2008. Ma ora che almeno il primo lotto di 284 posti auto è pronto e che gli acquirenti hanno già pagato il 90% del valore medio di un posto auto, ecco la beffa che lega il destino della consegna di questi primi box alla realizzazione del secondo lotto di altri 200 posti auto. Fine pena? Anno di grazia 2013, a meno che il Comune non sblocchi la situazione e trovi un accordo per fornire agibilità e portare al rogito almeno la «prima generazione» di acquirenti che nel frattempo attendono un box (avendolo già pagato) dal 2002.
La storia di piazza Novelli è solo una delle numerose storie del piano parcheggi Albertini, sopravvissuto all’era Moratti, e ora messo sotto revisione dal new deal di Pisapia e dell’assessore Lucia Castellano che prevedono stralci e retromarcia soprattutto in caso di parcheggi a rotazione e di project financing, rivelatosi un boomerang per Palazzo Marino. Fra i 121 cantieri aperti, sono 17 i progetti più spinosi, con una spaventosa concentrazione di silos residenziali in zona Tre: ci sono silos ancora da costruire (o stralciare) come nel caso di Bernini, Bacone e Rio de Janeiro, da consegnare come Ampere e Bazzini oppure come nell’annoso caso di Novelli, già costruiti, pronti ed in attesa di consegna. Qui gli indugi sono dovuti anche al walzer fra le imprese che si sono avvicendate. La Salini nel 2007 è subentrata alla Quadrio Curzio, rivoluzionando non solo la tempistica, ma rimescolando anche le carte in gioco, lasciando in piazza una voragine a cielo aperto ed una ferita profonda nell’orgoglio di chi ha sottoscritto carte, spesso senza garanzia alcuna se non l’«auctoritas» di Palazzo Marino che si poneva come garante fra acquirente e costruttore. Il risultato? «Dal 2004 a oggi ho pagato il 90% del valore di un box di cui non dispongo ancora e ho perso anche la metà dei clienti per via del cantiere», sintetizza Gerardo Valente, coiffeur di piazza Novelli. Anticipi più simili al saldo e affari che vanno a rotoli: in Novelli gli assegnatari della prima ora aderirono 8 anni fa al progetto versando un 5% dei 21.122, prezzo medio di un posto auto, credendo che il silos residenziale avrebbe avuto solo 284 posti. Nel 2005, in sede di preliminare sborsarono addirittura il 50%, scoprendo però che il parcheggio era passato a 483 posti per via delle molte richieste. Intanto però chi aveva sottoscritto il preliminare ha versato fino al 90% (la quarta rata risale al 2010) del costo medio. Con il passaggio di mano dalla prima alla seconda impresa ecco le prime sorprese: il costo del box viene ritoccato a 40.400 euro, motivando poi il ritardo già accumulato dai lavori con la presenza di un elettrodotto da imbragare. «Che invece - spiega Walter Merzagora, un altro acquirente ed ex consigliere di zona - era ben mappato a un metro e mezzo sotto terra». Restando al nuovo cronoprogramma i lavori dovrebbero concludersi a giugno 2013 con 3,8 anni di ritardo. Ora, i residenti sperano che almeno il primo lotto possa essere consegnato.
Lo scorso agosto gli acquirenti hanno ricevuto una proposta «indecente» poi ritirata ma non ancora del tutto tramontata: saldare il conto di 40.400 euro per vedersi «consegnare» il box senza rogito. Ma buona parte dei «mazziati» di Novelli si è rivolta ad un avvocato. «A settembre - aggiunge Merzagora - ci era stata promessa la consegna, poi ad agosto un intoppo nella certificazione antincendio ha bloccato tutto di nuovo. Da allora attendiamo». Sia che il collaudo si sblocchi sia che da Palazzo Marino arrivi una parola definitiva su quanto possa essere ritoccato all’insù il costo dei box al netto della revisione Istat e dei maggiori oneri. «Di sicuro quanto ci è richiesto non è congruo - conclude Merzagora - e spero che il Comune finalmente faccia la sua parte». Il 12 gennaio è previsto un nuovo incontro in Consiglio di Zona per parlare di Novelli e di altri casi spinosi. Intanto si continua a parcheggiare fuori, a vivere male e maledire quelle carte e tanta fiducia malriposta.