Scandalo "sottotetti" in Comune: indagati un funzionario e 6 tecnici

La pratica riguarda uno stabile in Buenos Aires La denuncia è partita
dal vicesindaco De Corato. Le accuse: falso in atto
pubblico, abuso e omissione di atti
di ufficio. Possibile l’estensione
delle indagini ad altre persone

Nuovo scandalo a Palazzo Marino. Dopo il caso Pennisi, ormai ex presidente della commissione Urbanistica di Palazzo Marino arrestato l’11 febbraio con l’accusa di concussione mentre intascava la seconda tranche di una mazzetta da 10mila euro ora agli arresti domiciliari, e le dimissioni forzate dell’ex assessore all’Ambiente Paolo Massari, accusato di molestie, ieri sette persone sono state raggiunte da avvisi di garanzia. Walter Bertolazzi, responsabile dei servizi edilizi minori del Comune, quattro tecnici dello Sportello unico per l’edilizia e altri due tecnici sono iscritti nel registro degli indagati. Non è escluso che nei prossimi giorni altre persone vengano coinvolte. Nel mirino delle indagini, partite ad aprile e coordinate dal pm Grazia Predella, le presunte irregolarità nel recupero di un sottotetto in corso Buenos Aires. Le accuse? Falso in atto pubblico, reato punito con la reclusione da uno a sei anni, abuso e omissione di atti di ufficio, per cui si rischiano da sei mesi a tre anni di carcere. Il tutto parte da una segnalazione del vicesindaco Riccardo de Corato, che denunciò il 7 aprile, su segnalazione di una cittadina, presunte irregolarità nella riqualificazione della copertura dell’edificio all’angolo con piazzale Loreto. Ieri gli agenti della polizia locale hanno sequestrato il cantiere e alcuni documenti depositati a Palazzo Marino. "Questa vicenda dimostra che il Comune di Milano collabora con i suoi cittadini per far emergere situazioni che si rivelano al di fuori delle norme e delle leggi - ha affermato il vicesindaco -. È stato mio dovere di pubblico ufficiale avviare, dopo la segnalazione di un cittadino, una prima indagine dei vigili urbani e poi di informare l’autorità giudiziaria".
Il cantiere contestato riguarda l’intervento di recupero a fini abitativi del piano di copertura del complesso che risponde ai civici 77, 77/A , 79 di corso Buenos Aires, una parte di piazzale Loreto e il civico 56 di via Andrea Doria. Un falso sottotetto, in realtà, perché le altezze - inferiori a 1, 80 metri, non consentivano in nessuno modo l’agibilità e la permanenza di persone. "Nonostante le ripetute lagnanze - si legge nella nota - segnalazioni ed esposti avanzate dai condomini sottostanti l’area del cantiere al menzionato Ufficio Tecnico, da parte degli organi deputati alla vigilanza e controllo non sono stati attuati i dovuti interventi, tanto che, nonostante fosse palese la falsificazione delle altezze prospettate nei documenti progettuali, i lavori hanno potuto evolversi giungendo alla rimozione del 95% delle strutture preesistenti".
Mentre il sindaco Moratti si trincera dietro un muro di silenzio, l’assessore allo Sviluppo del Territorio Carlo Masseroli ha voluto ribadire la sua fiducia nella correttezza dell’operato degli uffici di cui ricopre la responsabilità politica. "Sono certo - ha detto - della trasparenza e della correttezza del lavoro degli uffici comunali".