Lo scandalo

C’è chi paga appena 16 euro per abitare una casa dell’Aler al Giambellino, ma ha anche una casa di proprietà nella stessa via. E, all’inquilino che ci vive, chiede un affitto di 700 euro. Stesso raggiro per una signora con residenza in via Ripamonti. Una truffa alla società che gestisce le residenze popolari, ma anche ai danni dei tanti cittadini onesti che ogni mese tolgono dallo stipendio i soldi dell’affitto. Questi sono solo due dei casi scoperti dai controlli a tappeto organizzati per stanare chi cerca di fare il furbo. O, almeno, cominciare con l’adeguare il livello delle tariffe portandole ad esempio, in questi casi, almeno a 100 euro. «Per Aler - le parole del presidente Loris Zaffra - era davvero giunto il momento che si intervenisse con una nuova legge per ristabilire un po’ di ordine e di giustizia. Se non altro per gli inquilini onesti». Il riferimento è alla legge regionale 27 che ha rivisto i canoni di locazione, scatenando le ire del centrosinistra e dei sindacati che chiedono di ritirarla. «Sono 22mila - spiega Zaffra - gli inquilini che continuano a pagare meno di 100 euro al mese e la metà di loro ne paga addirittura meno di 50. Solo in 3mila pagano al massimo 400 euro e quasi 18mila quelli da 100 a 200 euro».