Scandroglio (Fi): «Il Comune sotto scacco dei comunisti»

«L’ho detto e lo confermo: Rifondazione e Partito dei comunisti italiani sono sempre, assolutamente coerenti. Nel loro essere antidemocratici e prigionieri del passato di stampo stalinista!».
Per un attimo, dottor Scandroglio, mi sembrava che facesse un complimento agli avversari.
«Mi spiego meglio - insiste il coordinatore regionale di Forza Italia -, anche in riferimento alla posizione assunta da questi due partiti in consiglio comunale, a proposito della mancata espressione di solidarietà a monsignor Bagnasco».
Loro non hanno firmato l’ordine del giorno cosiddetto fuori sacco, che avrebbe consentito il dibattito.
«Infatti: è proprio questo che ritengo inaccettabile. Non hanno voluto nemmeno acconsentire alla discussione in aula. Hanno impedito la libera espressione delle voci, al di là delle singole posizioni dei consiglieri».
Ci voleva il consenso di tutti i gruppi.
«...e loro l’hanno negato, impedendo strumentalmente al consiglio comunale di pronunciarsi sulla gravissima aggressione rivolta al presidente della Conferenza episcopale italiana».
Così Palazzo Tursi è rimasto in silenzio. Ufficialmente, ha ignorato tutto.
«È incredibile! La giunta, gli organi istituzionali si sono piegati al diktat di Rifondazione e Comunisti italiani. Questi due partiti, che, non dimentichiamolo, fanno e disfano a livello di governo locale e nazionale, hanno condizionato in maniera determinante anche le scelte di quelle componenti del mondo cattolico e di quei sedicenti riformisti che dimostrano di subire senza reagire».
Un’acquiescenza preoccupante.
«Eccome. Questa sinistra manifesta un atteggiamento politicamente ricattatorio e fortemente antidemocratico. Per questo parlo di posizioni che, se pure legittime sul piano formale, dei regolamenti, sono gravissime sul piano culturale e dell’esercizio effettivo della democrazia».
Ma è così difficile opporsi?
«A opporsi dovrebbero essere i loro compagni di viaggio, che al contrario, come si è visto, chinano sempre il capo. Marta Vincenzi, tanto per non far nomi».
Facciamoli, facciamoli, dottor Scandroglio.
«Stupisce che, nella vicenda-monsignor Bagnasco, la candidata sindaco dell’Unione non abbia preso immediatamente posizione. Rifondazione e comunisti italiani sono partiti che, domani, se lei dovesse succedere a Pericu (ma noi confidiamo che non accada!), sarebbero suoi alleati di governo e quindi in grado di condizionarla pesantemente».

Voi, intanto, cosa fate?
«Da parte nostra, come ha dimostrato il capogruppo Giuseppe Costa, esercitiamo il ruolo di opposizione rigorosa e non risparmiamo critiche. E iniziative. Una, in particolare, la lancio adesso, in forma provocatoria».
Siamo curiosi.
«Proporremo l’istituzione di un Comitato di liberazione nazionale di tutti i prigionieri del ricatto rosso. A questo punto ne sentiamo proprio il bisogno».