Con scanner e binocolo clonava a distanza le carte del bancomat

Stefano Vladovich

Con un binocolo, dal balcone di casa, seguiva ogni mossa della vittima. Appena l’automobilista, ignaro di essere spiato, digitava il codice segreto del proprio bancomat, con uno scanner a bassa frequenza lui riusciva a intercettare la sequenza di 5 numeri e in poche ore riprodurre una nuova carta. Ovviamente clonata. Aveva messo in piedi un’organizzazione in grado di «sfornare» tessere magnetiche perfettamente funzionanti Cristinel Mircea Stoian, 34 anni clandestino romeno con una sfilza di precedenti penali alle spalle. A Ladispoli la base operativa della gang di tecnici dell’Est specializzati in furti, truffe e rapine. Almeno 4 le «menti», tutte connazionali di Cristinel, che in poco tempo sono riuscite a creare problemi a non finire ai correntisti del litorale. «Bastava fermarsi per rifornirsi di carburante presso un distributore della zona - spiega il maggiore Francesco Cavallo, comandante dei carabinieri di Civitavecchia - per vedersi prosciugare il conto senza aver fatto spese». L’indagine dei carabinieri scatta una settimana fa quando il titolare di una pompa di benzina della cittadina balneare denuncia in caserma uno strano furto. Nonostante nel «gabbiotto», sfondato a colpi di mazzetta, ci fossero litri di olio, ricambi auto e altro materiale di valore, i ladri arraffano solo il «pos», l’apparecchio elettronico che «legge» e decodifica, attraverso una linea telefonica, carte di credito e tessere bancomat. I militari riferiscono l’episodio in Procura. I carabinieri, per prima cosa, sequestrano i nastri registrati nell’area di servizio dalle telecamere. I delinquenti non accorgendosi della presenza dei videoregistratori arrivano a bordo di un’auto con la targa visibile. La vettura, di grossa cilindrata, risulta immatricolata in Romania da Stoian. Ma il personaggio non ha fissa dimora in Italia. Scattano i controlli per tutte le strade lungo la via Aurelia. Passano i giorni e del mezzo nessuna traccia. Scomparso nel nulla, stessa fine per il denaro di alcuni residenti, dirottato in acquisti mai effettuati. L’altra sera una pattuglia del nucleo radiomobile lo intercetta a Ladispoli. A bordo 4 stranieri senza permesso di soggiorno. Dai documenti trovati in macchina gli inquirenti arrivano all’appartamento di Cristinel. In tasca l’uomo aveva ben 7 carte appena clonate e funzionanti. In casa il kit dell’hacker.