Scapagnini a giudizio. I legali: «Nessun reato»

Il gup di Catania ha rinviato a giudizio il sindaco del capoluogo etneo, Umberto Scapagnini, per abuso d’ufficio. Nel luglio del 2004 il pm Antonino Fanara aveva chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, ma l’istanza era stata rigettata. La vicenda giudiziaria riguarda la nomina, avvenuta nel gennaio 2001, di Carmelo Guglielmino quale consulente del Comune con l’incarico di «coordinare le attività connesse al rilascio e alla riqualificazione degli spettacoli teatrali dialettali», con un compenso complessivo di circa 5mila euro.
Secondo l’accusa, Guglielmino era legato da «cointeressenze di affari» con la moglie del sindaco, Elena Sortino, alla quale faceva, sostiene la Procura, da autista personale. Sulla delibera è stata eseguita anche una perizia calligrafica. Nell’ambito della stessa inchiesta è stato aperto anche un altro fascicolo su presunte responsabilità collaterali sulla delibera.
La prima udienza del processo si terrà il 19 aprile davanti la terza sezione penale del Tribunale in composizione collegiale.
Secondo il legale del sindaco Scapagnini, il professore Guido Ziccone, del «delitto di abuso d’ufficio mancano mancano tutti i presupposti in fatto e in diritto». Il legale si dice «certo che il Tribunale riconoscerà l’estraneità ai fatti del sindaco Scapagnini che, tra l’altro, - sottolinea Ziccone - non si è avvalso dell’immunità parlamentare come avrebbe potuto fare, visto che all’epoca dei fatti era eurodeputato».