Scappellotti in testa agli scolari Maestro pagherà seimila euro

I fatti di cui era accusato sono provati e piuttosto sconcertanti. Ma Massimiliano G., maestro di 41 anni, che in una scuola elementare milanese era solito punire gli alunni tirando loro le orecchie e i capelli, oppure colpendoli alla testa con il pugno chiuso (le cosiddette «castagnole») è stato condannato per violenza privata a sei mesi, convertiti in una multa di 6.840 euro con la sospensione della pena.
Il pm Laura Amato per il maestro aveva chiesto un anno di reclusione ma, secondo il giudice 6 mesi convertiti in multa sono una pena equa.
Il maestro (ora tornato a insegnare nella natia Sicilia) era accusato di violenze che risalgono all'anno scolastico 2000-2001 ai danni di 4 bambini di una prima elementare. È stato condannato per aver costretto i piccoli a subire «i propri metodi repressivi e punitivi». Ricorrendo ad «atti di violenza» come «tirare le orecchie e i capelli agli alunni», oppure «trascinarli fisicamente fuori dal banco a forza prendendoli per un braccio o per un orecchio, «sferrargli schiaffi» e «dargli colpi in testa tenendo la mano chiusa a pugno, spesso colpendoli anche con l'anello al dito».
Secondo l'accusa il maestro aveva dato loro anche «tubi porta disegni in testa» e aveva puntato il dito premendo fortemente su varie parti del corpo degli alunni, procurando loro dei lividi.