Scaramella: «Ho documenti su politici italiani»

«Sono video, audiocassette e fogli scritti di suo pugno da Litvinenko»

Guido Mattioni

Mario Scaramella, l’ex consulente della Commissione Mitrokhin ricoverato a Londra per avvelenamento da Polonio 210, lo stesso isotopo che ha ucciso l’ex agente segreto russo Aleksander Litvinenko, ha dichiarato ieri, in collegamento con Porta a Porta, di essere «in possesso di documenti e filmati che riguardano politici italiani». Documenti che non si trovano presso la Commissione. Altre carte, connesse ai lavori della Mitrokhin, ha detto Scaramella, sono stati depositati e «si tratta di video, audiocassette e documenti scritti di pugno da Litvinenko. Spero di uscire dall’ospedale il prima possibile perché ho desiderio e volontà di raccogliere i documenti reperiti durante il mio lavoro e spiegare il peso che questi hanno e che secondo me sono molto forti».
In proposito, il senatore Paolo Guzzanti, ex presidente della Mitrokhin, ha detto ieri di «non aver visto il video di Litvinenko e di non aver dato seguito ad alcuni documenti che erano senza padre né madre. Li ho chiusi in busta, protocollati e non vi ho speculato sopra visto anche che eravamo in prossimità delle elezioni politiche», ha dichiarato.
Scaramella ha anche rivelato che perquisizioni sono state condotte nella sua casa-studio di via Foria, a Napoli dove ha sede la Ecpp (prevenzione crimini ambientali). Un’operazione slegata però dalla spy story londinese. Le perquisizioni, eseguite anche nelle sedi di tre aziende di cui Scaramella è socio (a Torre del Greco, Marigliano e San Sebastiano) sono state decise infatti nell’ambito di un’inchiesta avviata da mesi sullo smaltimento illegale di rifiuti speciali non pericolosi nel Parco del Vesuvio. Scaramella, indagato in questa inchiesta, era anche consulente dell’ente parco proprio in materia di abbattimento di edifici abusivi.
Sempre a Porta a Porta, Scaramella ha affrontato anche il tema della sua salute, giudicata proprio ieri «normale» dalle autorità sanitarie inglesi. «Non presento effetti da radiazioni, ma avrò il risultato di nuove analisi tra due giorni. Mi è stato comunicato venerdì scorso che risultavo positivo al polonio e spero che i medici abbiano sopravvalutato la mia condizione di salute», ha commentato. Dicendosi anche «di essere stato avvelenato il 1° novembre» con il polonio (di cui sono state trovate tracce ieri anche nello stadio della squadra dell’Arsenal).
Circostanza confermata anche dal senatore Guzzanti, che ha rivelato come in occasione del pranzo londinese il suo ex consulente aveva mangiato un’insalata allo stesso tavolo dov’era seduto con lo 007 scomparso. «Scaramella, da buon napoletano, mi disse che lui alle 4 del pomeriggio non mangiava certo del pesce. Consumò un’insalata e bevve un bicchiere d’acqua», ha riferito Guzzanti ai giornalisti. Durante la sua conferenza stampa romana, Scaramella aveva in realtà affermato di non aver mangiato nulla. «In quel niente - ha spiegato Guzzanti - c’era però quell’insalata che prese per fare compagnia al suo interlocutore».
Guzzanti ha rivelato che anche a lui, seduto vicino a Scaramella in quella conferenza stampa, è stato chiesto di raccogliere le urine di 24 ore e di portare il campione all’Enea per analisi. «Se sono preoccupato? Non per questo - ha risposto - ma per il fatto che il mio nome era in una lista in cui c’erano tra gli altri Litvinenko e Anna Politovskaja (la giornalista assassinata il 7 ottobre a Mosca, ndr)».