Scaramella interrogato in carcere

Roma - Primo interrogatorio in carcere per Mario Scaramella, il contatto italiano dell'ex spia russa Alexander Litvinenko morto a fine novembre a Londra dopo essere stato avvelenato con un isotopo radioattivo. L'avvocato Sergio Rastrelli (nella foto), che assiste l'ex consulente della Commissione parlamentare Mitrokhin, bloccato domenica scorsa all'aeroporto di Napoli Capodichino al rientro da Londra con l'accusa di calunnia aggravata e continuata, è arrivato a Regina Coeli poco prima delle 12, dove ha dichiarato che la sua intenzione è di richiedere la scarcerazione del suo cliente. Aggiungendo che Scaramella ha deciso di collaborare senza riserve con i magistrati, che lo hanno indagato per traffico d'armi e violazione di segreto d'ufficio in qualità di consulente della Commissione parlamentare. L'avvocato Rastrelli ha detto che l'accusa di calunnia aggravata è relativa alla vicenda di un ufficiale ucraino che secondo Scaramella era coinvolto in un piano per attentare alla sua stessa vita e a quella del senatore di Forza Italia Paolo Guzzanti, già presidente della Commissione Mitrokhin.

Intanto si registra la misura di vitto separato per Mario Scaramella a Regina Coeli. All'ex consulente della commissione Mithrokin non viene fornito il cibo preparato nella mensa del carcere romano per i detenuti comuni. Una misura, quella del vitto separato, adottata in casi particolari come per i detenuti per i quali si teme il pericolo di un eventuale avvelenamento. Scaramella, arrestato sabato scorso, si trova in isolamento in una cella della VII sezione del carcere romano, ed è sorvegliato a vista da agenti della Polizia penitenziaria. Con una relazione sanitaria, che ha escluso il pericolo di contaminazione da polonio, la direzione del carcere ha rassicurato gli stessi agenti, che sono quotidianamente a contatto con l'ex consulente della Mithrokin.