Scaramella, ora la sua salute diventa un giallo

Lui scrive al legale: «I test dicono che posso morire, ma non sono contagioso»

Erica Orsini

da Londra

«Ho motivo di ritenere che l’avvelenamento di Litvinenko e mio possa essere collegato alle informazioni che lo stesso Litvinenko, per mesi, mi ha trasmesso». È Mario Scaramella che scrive, da un letto d’ospedale, dopo una giornata di voci e smentite sulla sua salute. La sua vita è a rischio, anzi no. Rimangono infatti un mistero le reali condizioni di Scaramella, il consulente della commissione parlamentare sul caso Mitrokhin ricoverato ormai da due giorni allo University College Hospital di Londra. Le prime analisi avevano infatti trovato un livello di polonio 210 – lo stesso isotopo radioattivo che ha ucciso l’ex spia russa Alexander Litvinenko – basso, ma «preoccupante» nelle sue urine. Da quel momento in poi le notizie sullo stato di salute dell’uomo si sono susseguite a raffica, senza un attimo di tregua. In una lunga dichiarazione scritta trasmessa da Londra al suo avvocato, Mario Scaramella, fa alcune ipotesi sul suo avvelenamento e conferma che la dose di polonio che gli è stata somministrata è inferiore a quella che ha ucciso l’ex spia russa ma è comunque letale. «È quindi - dice - in grado di uccidermi. Nessun pericolo comunque per le persone che mi stanno vicine e che mi sono state vicine in questo ultimo mese».
È stata una giornata di spifferi e bollettini, di notizie e contronotizie. Molto allarmanti quelle dei media britannici, più caute quelle della stampa italiana. Il volto dell’italiano che ha incontrato Litvinenko proprio nel sushy bar di Piccadilly il primo novembre scorso, nello stesso giorno in cui l’ex agente segreto si era sentito male, campeggiava sulle prime pagine di tutti i quotidiani del sabato. Alcuni, come il Daily Mirror e il Daily Mail citavano fonti coperte dall’anonimato che avrebbero definito «a rischio» la vita stessa del professore, altri come il Guardian erano meno drastici ma descrivevano la quantità di polonio rinvenuta nei campioni prelevati «fatale». Perfino la Bbc aveva spiegato che il livello del polonio trovato era basso, ma ancora preoccupava i medici. Nel primo pomeriggio di ieri, Paolo Guzzanti, senatore di Forza Italia intervistato dal tg1 a margine della manifestazione della Cdl conferma i timori rivelati dai tabloid inglesi. «I medici dell’ospedale gli hanno confermato che morirà» dice, spiegando di aver avuto un colloquio telefonico con lo stesso Scaramella.
Ma ecco il colpo di scena: quasi contemporaneamente le agenzie battono una notizia di tutt’altro tenore. Il professore sarebbe in buone condizioni, tanto da non escludere le sue dimissioni dall’ospedale già lunedì. «Scaramella sta bene – dichiara infatti un portavoce dell’ospedale londinese – i test preliminari non hanno evidenziato tracce di tossicità radioattiva». Lo staff ospedaliero effettuerà ulteriori test anche oggi, ma il quadro della situazione sembra assumere contorni meno drammatici.
Anche le ultime notizie provenienti dall’Italia risultano confortanti. Gli esperti ministeriali che erano volati a Londra per verificare insieme alle autorità britanniche lo stato del docente sono tornati a Roma tranquillizzati. «Le condizioni del paziente sono buone – hanno infatti dichiarato ieri in una nota il Capo dipartimento per la prevenzione e la comunicazione del ministero della salute Donato Greco e la dottoressa Serena Risica, esperta di radioprotezione dell’Istituto superiore di Sanità – le ultime analisi confermano una presenza del polonio 210 molto bassa dovuta probabilmente all’ingerimento della sostanza da parte dello stesso Scaramella in circostanze non ancora chiarite». Sempre secondo quanto fatto sapere dal ministero non sussisterebbero elementi per ipotizzare rischi per la salute pubblica in Italia dato che i vestiti del professore, la stanza dell’albergo nel Sussex dove aveva soggiornato prima di venire ricoverato ed altri elementi analizzati sono invece risultati negativi alla contaminazione.
Ma adesso, dopo l’iniziale incertezza da carenza di notizie, arriva quella dovuta al sovradosaggio mediatico. E ogni dubbio ora appare lecito. «In effetti molte informazioni diffuse su Mario Scaramella sono inesatte – taglia corto il suo avvocato Sergio Rastrelli - l’unico dato certo è che Scaramella è attualmente ricoverato, è sotto monitoraggio continuo ed è risultato contaminato dal polonio 210, ma le sue condizioni non sono così gravi come qualcuno vorrebbe far intendere».