Scaramella resta in carcere La difesa: misura esagerata

Roma. L’ex consulente della commissione Mitrokhin Mario Scaramella, arrestato alla vigilia di Natale, resterà in carcere a Regina Coeli. Il gip di Roma Valerio Savio ha respinto la richiesta di arresti domiciliari, presentata dalla difesa subito dopo l’interrogatorio in carcere due giorni fa. Scaramella, arrestato all’aeroporto napoletano su Capodichino su richiesta della Procura di Roma, è accusato di calunnia aggravata, traffico di armi e violazione del segreto di indagine. Il Gip sembra aver condiviso in pieno la convinzione del Pm romano Pietro Saviotti, contrario agli arresti domiciliari all’indomani dell’interrogatorio perchè a suo giudizio ancora sussistenti i pericoli di fuga, inquinamento delle prove e reiterazione del reato a fondamento della sua originaria richiesta di custodia in carcere. Nel provvedimento di tredici pagine, il gip sostiene che Scaramella avrebbe costruito «false comunicazioni per sviare i lavori» della Commissione Mitrokhin, con «potenziali effetti istituzionali di grandissimo rilievo». L’avvocato di Scaramella, Sergio Rastrelli, ha deciso di ricorrere al Tribunale del riesame contro l’ordinanza del gip. «Continuiamo a ritenere che la custodia cautelare in carcere sia una misura intempestiva, ingiustificata e soprattutto sproporzionata», ha detto il difensore dell’ex consulente della Mitrokhin. «Prendiamo atto con amarezza della decisione del giudice senza naturalmente condividerla sia nei termini sia nelle motivazioni sia negli esiti».