«Scarceratelo, deve votare al congresso di Rifondazione»

I compagni di partito sperano che esca presto dal carcere, certo. Meglio se già questa mattina. Perché nel pomeriggio Rifondazione comunista, riunita da ieri a congresso, vota il segretario regionale, Giacomo Conti, e il suo voto contrario vien bene ai dissidenti interni. Andrea Iori dovrebbe farcela.
Contrattempi che capitano ai disobbedienti, in carcere il segretario dei Giovani comunisti e componente del laboratorio sociale Buridda c’è finito l’altra sera mentre, per dirla con il coordinatore nazionale dei Giovani Comunisti Michele De Palma, si opponeva a «un’azione inumana» da parte della disumana polizia, che cercava di portar via su una camionetta due extracomunitari. Sampierdarena, le nove di sera o giù di lì. Una trentina di ragazzi del centro sociale Zapata si erano dati appuntamento per contrastare la «passeggiata contro la criminalità» che la Lega Nord ripete da qualche sera. Aspetta aspetta, le camicie verdi non si vedono. A salvare la serata della giustizia sociale c’è però l’«ingiustificato», così dice il Buridda, pattuglione della questura. Volanti, auto dei commissariati di zona, personale dell’ufficio prevenzione generale passano al setaccio la delegazione. Controllano centinaia di persone, ne denunciano a decine, è chiaro che si accaniscono sugli stranieri privi di permesso di soggiorno. Altro che ronde leghiste.
Finisce con Iori che, eroico, si ricorda di piazza Tienanmen e si para davanti a una camionetta, mani alzate a tentare di impedire che si allontani. E con la polizia che arresta anche lui: resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. I compagni dello Zapata protestano davanti alla Questura all’urlo di: «Liberate Andrea Iori». De Palma dice che è tutta colpa del ministro dell’Interno Beppe Pisanu e dei suoi centri di permanenza temporanea, pardon, lager, per gli immigrati.