Scarcerati i sei attivisti di Fn arrestati sabato

Arresto convalidato, ma niente carcere per i militanti di Forza Nuova arrestati sabato scorso al termine degli scontri con polizia e carabinieri a Centocelle. Solo obbligo di firma per i sei giovani finiti nella notte a Regina Coeli. Così ha stabilito ieri mattina la decima sezione penale del Tribunale di Roma, rimettendoli, di fatto, in stato di libertà. «Una decisone - ha dichiarato il segretario di Fn, Roberto Fiore - per cui sono state rispedite al mittente le pretese del Pm che aveva chiesto, invece, la carcerazione. A questo punto ribadiamo ancora la richiesta di dimissioni del questore Marcello Fulvi che, negandoci per la seconda volta in due settimane di parare in pubblico democraticamente, ha finito per alimentare il clima di tensione sfociato nella guerriglia». Uno scenario da Anni di piombo nel quale è all’improvviso precipitato il popoloso quartiere a est della città all’inizio del mese, ossia quando da San Vitale è arrivato il primo «niet» per un comizio organizzato per il 4 giugno in piazza San Felice di Cantalice con contemporaneo nulla osta a un presidio dei centri sociali. La notte tra il 2 e il 3 un giovane di «Onda Rossa» viene accoltellato al Forte Prenestino. I «rossi» si mobilitano per tenere lontana l’ultradestra dalla «loro» piazza dove pure, gli irriducibili dell’ex leader di Terza Posizione hanno registrato un discreto successo alle ultime elezioni. Il clima è da «caccia alle streghe». Fn chiede ancora l’autorizzazione per il 18 giugno. Nulla da fare. Pure a quelli del Forte stavolta è vietato scendere in corteo. Sabato l’epilogo. I «camerati» tentano di sfondare in piazza di Cantalice, ma a piazza delle Camelie si scontrano coi reparti antisommossa dell’Arma. Le versioni sono contrastanti. «In tribunale - dice Fiore - si sta facendo largo la verità. Ossia che i primi a lanciare sassi e bottiglie contro di noi sono stati i provocatori di sinistra, dando di fatto il via alla violenza».

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