Scarcerato Samir Geagea, ex-signore della guerra

Un’amnistia ridà la libertà al protagonista della sanguinosa guerra civile tra cristiani

da Beirut

Il Libano chiude un altro capitolo della guerra civile di cui è stato drammaticamente vittima tra il 1975 e il 1990: grazie ad una amnistia approvata dal nuovo Parlamento, per l’ex signore della guerra cristiano Samir Geagea ieri mattina si sono aperte le porte della prigione in cui era stato rinchiuso 11 anni fa per crimini commessi durante il conflitto che, in 15 anni, causò la morte di oltre 150mila persone. Dopo le elezioni che si sono concluse il mese scorso - le prime senza l'ingombrante presenza delle truppe siriane - il nuovo Parlamento ha approvato la settimana scorsa con una maggioranza di oltre 100 deputati su 128 il provvedimento che ha consentito il rilascio di Geagea. L’ex combattente, che si è sempre proclamato innocente, era stato condannato a quattro ergastoli, tra cui uno per l'assassinio nel 1987 dell’allora primo ministro filosiriano Rashid Karame.
Il sette maggio scorso era già tornato trionfalmente in patria dopo 15 anni di esilio in Francia un altro importante leader cristiano, il generale a riposo Michel Aoun. Tra il 1988 e il 1989, Aoun, allora premier e comandante dell'esercito, e Geagea, capo della milizia Forze libanesi, si sono ferocemente combattuti e distrutti l'un l'altro. La guerra fratricida tra cristiani, aveva così consentito alla Siria di imporre l'accordo di Taif con un blitz militare, di decapitare politicamente i cristiani e di prolungare la sua egemonia sul Libano, di fatto iniziata nel 1976, fino allo scorso aprile. «Vorrei che Geagea fosse libero e si unisse oggi a noi», aveva detto il 7 maggio al suo arrivo a Beirut Aoun. Geagea ha ieri ricambiato il pensiero, e ha lanciato un appello alla riconciliazione nazionale. «Saluto i libanesi cristiani e musulmani. Per edificare un avvenire migliore, dobbiamo tutti lavorare insieme e seminare la speranza nel cuore delle future generazioni», ha detto in diretta tv tra gli applausi dei suoi sostenitori.