An scarica Plinio e Bernabò Brea per fare la moschea

(...) che vuole An? «Tanto meno sono in accordo con le posizioni del presidente Gianfranco Fini in tema di Islam e di dialogo interculturale», precisa il durissimo comunicato dei vertici locali di An. Tuoni e fulmini. Frasi che sconfessano nel modo più esplicito due autorevoli eletti di An. Che avevano chiesto di fermare le autorizzazioni alla realizzazione della moschea genovese fino a quando non ci sarà chiarezza sulla comunità islamica e sui suoi reali obiettivi.
«An rifiuta l’equivalenza Islam=terrorismo, ritenendola espressione di un’ideologia altrettanto integralista di quella che, a parole, si vorrebbe combattere», tuonano Minasso e Gadolla. Che aggiungono: «Non è chiedendo, tanto semplicisticamente quanto demagogicamente, di proibire la costruzione di una moschea a Genova che si risolve il problema Islam: in ogni caso sarebbe meglio non fingere di non sapere che luoghi di culto musulmani, nella nostra città, ci sono da anni e sono da anni frequentati». Un attacco politico che per intensità sembrerebbe diretto a un avversario, alla sinistra. E invece mette nel mirino Plinio e Bernabò Brea. Che non ci stanno. E replicano a stretto giro di posta, facendo notare che semmai sono i due coordinatori a non conoscere la linea del partito e soprattutto quella della gente. «Spiace che sia il coordinatore regionale Eugenio Minasso che il presidente provinciale genovese Gianfranco Gadolla parlino tanto per parlare - ribattono all’unisono - e soprattutto ignorando sia le forti perplessità sulla costruzione di una moschea controllata dall'Ucoi espresse nella sua visita a Genova, nel novembre scorso, dal portavoce di An e del presidente Fini (e cioè l'onorevole Andrea Ronchi) che le sue dichiarazioni, dopo i gravi fatti di Perugia, circa la necessità di garantire sicurezza ai nostri concittadini di fronte a chi anche nelle moschee predica odio ed a cui ci siamo sostanzialmente attenuti. Abbiamo, pertanto, parlato non già a titolo personale bensì rappresentando la posizione ufficiale del partito a cui sarebbe doveroso si attenessero sia il coordinatore regionale Minasso che il presidente genovese Gadolla».
La polemica in an è accesa, mentre il tema della moschea infiamma anche gli attivisti di Forza Italia. È Luciano Silighini Garagnani, presidente del Club Modigliani, a chiamare a raccolta i genovesi e in particolare i cittadini di Cornigliano per il primo venerdì di settembre. Al rientro dalle ferie l’appuntamento sarà a Cornigliano, in via Coronata dove dovrebbe sorgere la moschea: «Ci sdraieremo in strada - avverte l’esponente azzurro -. Anzi, ci metteremo in ginocchio come fanno i musulmani. Voglio vedere cosa accadrà al traffico, cosa faranno le istituzioni, la polizia. Lavoro a Milano e so cosa vuol dire una moschea in mezzo alle case.