Scaricato anche dalla Regione: «Basta fondi, non ha futuro»

Il responsabile dei Trasporti: «È nato vent’anni fa e con i collegamenti stradali e ferroviari che ha ora l’isola non ha più senso tenerlo in vita»

da Oristano

«Quell’aeroporto non ha futuro e non riceverà un euro in più dalla Regione». Non lascia spazio a speranze Sandro Broccia, assessore ai Trasporti della Regione Sardegna (azionista dello scalo con l’8,3% delle quote), che annuncia senza mezzi termini la chiusura dei cordoni della Borsa. «Quell’aeroporto è nato 20 anni fa - incalza - ma con i collegamenti stradali e ferroviari che oggi ha l’isola, lo scalo non ha più senso».
Dunque stop ai finanziamenti: «Gli ultimi soldi li ha visti sette anni fa, e i lavori in corso attingono proprio da quei fondi. Ma se fosse per noi sarebbe un discorso chiuso da diverso tempo. Lo abbiamo detto ripetutamente a Sogeaor e Provincia di Oristano, l'ultima neanche una settimana fa, ma evidentemente non basta: ognuno vuole il proprio scalo ma non funziona così».
Per Broccia non c’è niente da fare, il futuro di Fenosu è già segnato: «Magari sarò smentito, perché l'ultima parola spetta sempre al mercato, però le prospettive non le vedo assolutamente rosee: tra un anno l'aeroporto di Cagliari disterà da Oristano in treno appena 45 minuti, quindi quello di Fenosu sarà praticamente un doppione rispetto al capoluogo. E poi in questa zona il turismo non è così sviluppato come in altre parti dell’Isola, c'è tanto da fare».
Secondo l’assessore non arriverà nemmeno la scialuppa di salvataggio della continuità territoriale aerea con l'Italia a tariffe agevolate: «Ci sono già Cagliari, Alghero e Olbia che ne usufruiscono». Neanche uno spiraglio dunque? «Forse il traffico merci, perché ritagliarsi una fetta di mercato puntando alla propria specificità può essere vantaggioso, ma ora è davvero troppo presto per dirlo».
Senza contare che alcuni anni fa fu la stessa Provincia a dire no alla Tnt Traco che avrebbe voluto atterrare a Fenosu e gestire il traffico merci.