Scariolo rimane un sogno L’Armani sceglie Markovski

La panchina all’ex della Virtus Forse torna Meneghin in società

da Milano

A Sergio Scariolo rubano la vettura sul mare di Malaga quasi nello stesso momento in cui Milano, come era prevedibile, rinuncia a concludere la trattativa per puntare su Zare Markovski che la Virtus Bologna ha messo alla porta subito dopo la finale scudetto. L'incontro fra l'allenatore bresciano e Galliani di venerdì scorso non aveva trovato tanto distanti le parti, considerando che Scariolo chiedeva almeno lo stipendio di Malaga. Ma in Olimpia non erano pronti ad una rifondazione tecnica ed organizzativa che era poi l'unica cosa vera che domandava un allenatore a cui certo non poteva fare piacere che ci fossero già acquisti conclusi, come quello di Gaines, che aveva voglia di lavorare in profondità accontentandosi di un budget che, magari, non avrebbe reso proprio di prima fascia europea l'Olimpia, ma che avrebbe messo le basi per un futuro che potesse soddisfare un pubblico esigente.
Corbelli, che ha il 40% delle azioni - mentre Milan (garante Galliani) e Inter (garante il figlio di Moratti) hanno aumentato il loro intervento prendendosi il 20% a testa e lasciando un altro 20% a 4 soci già in società - comanda il gioco insieme al manager Natali e la loro scelta dovrebbe essere proprio quella di Zare Markovski, il macedone che ha fatto benissimo in Italia, un uomo che ha conoscenze sul mercato internazionale che mancano a chi dirige in questo momento Milano. Chi segue le stelle e i ricorsi storici, se Markovski verrà a Milano, ricorda anche che quando la Virtus lasciò andare Peterson all'Olimpia, la società bolognese puntò su Alberto Bucci che, come il Pillastrini ingaggiato adesso da Sabatini, era nato nella Fortitudo. La situazione all'Armani, dopo quello che ha dichiarato Djordjevic - confermato a parole durante le semifinali, ma poi messo in condizioni di andarsene - su spaccature nel gruppo mai sotto il controllo della società, è chiara. Vedremo come il nuovo allenatore risolverà problemi che restano anche fra i giocatori che si vogliono confermare, come Garris o come il Watson che ha già rifirmato un biennale. A meno che non sia vera la voce che la società ha scelto come uomo-cuscinetto fra dirigenza e spogliatoio Dino Meneghin.