Scaroni: «Senza importazioni quindici giorni di autonomia»

da Milano

Italia a rischio forniture gas. Il braccio di ferro tra Mosca e Kiev potrebbe finire con lo strangolare i rifornimenti del nostro e di altri Paesi europei che ricevono il gas russo attraverso lo stesso gasdotto cui è collegata l’Ucraina.
«In questo momento - spiega l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni - in Italia si consumano 400 milioni di metri cubi di gas al giorno, e abbiamo degli stoccaggi per circa 6 miliardi di metri cubi. In teoria - sottolinea - siamo in condizioni di stare 15 giorni senza importazioni di gas. Le temperature rigide in Europa però hanno creato un’impennata nei consumi e il nostro Paese, che utilizza il gas in modo più importante di qualsiasi altro Paese europeo per produrre energia elettrica, è quindi per certi aspetti più a rischio di altri».
«Siamo pronti per eventuali emergenze», annuncia il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola, che parla di preoccupazione, ma ricorda anche che l’Italia riceve gas anche da altri Paesi. L’allarme è concreto e ha spinto ieri Scajola e altri ministri europei a inviare una lettera ai governi di Russia e Ucraina chiedendo di mantenere gli attuali livelli di forniture di gas naturale, indipendentemente dalla loro controversia sui prezzi. Ma il problema è di non facile soluzione. Ieri la Russia ha chiuso i rubinetti del gas all’Ucraina, ma gli ucraini, secondo Mosca, avrebbero cominciato «a effettuare prelievi abusivi sul gas destinato ai consumatori europei», con il rischio di lasciarli a secco.
«Questa ennesima crisi tra Russia e Ucraina ci preoccupa», ha detto Scajola, aggiungendo che l’evolversi della situazione viene «seguito con attenzione», ma cercando anche di tranquillizzare. «Noi - ha ricordato - abbiamo il gas che ci arriva anche dalla Libia, dall'Algeria, dall'Olanda. Produciamo energia elettrica anche con altri sistemi». Il ministro ha quindi ricordato di aver già «convocato due riunioni del comitato crisi per prendere i primi provvedimenti per garantire energia all'Italia, soprattutto in questi mesi invernali». E ha spiegato che quanto sta accadendo impone di «incrementare le centrali nel nostro Paese, andando avanti con la costruzione dei rigassificatori», come quello di La Spezia, o altri due che apriranno nei prossimi mesi.
Sulla stessa lunghezza d’onda Scaroni, che però avverte: «Certamente non possiamo rinunciare al gas russo a medio-lungo termine, e sono convinto, come è già successo l'anno scorso, che dovremo intaccare le nostre riserve strategiche, a causa delle condizioni particolarmente severe di quest'inverno». Comunque, rileva Scaroni, «la situazione è seria, ma non grave».