Scaroni: «Per Yukos insieme Eni ed Enel»

La società conferma tutti i target. I problemi in Venezuela

da Milano

«Rispetteremo tutti i nostri target, in particolar modo per quanto riguarda la produzione di petrolio». Così il numero uno di Eni, Paolo Scaroni, ha commentato gli obiettivi del gruppo, a margine di un seminario Opec a Vienna. «Per il periodo 2006-2009 abbiamo un target di produzione di petrolio del 4% annuo e, durante il road-show in corso in questi giorni, abbiamo ribadito agli investitori che lo rispetteremo. Per gli anni successivi il target è del 3% e rispetteremo anche quello». Scaroni ha spiegato che, per quest’anno, il target è fissato al 3% e non al 4% ma che l’obiettivo verrà recuperato strada facendo.
La correzione al ribasso dell’obiettivo 2006, ha continuato, è dovuta a due fattori. «In primo luogo abbiamo avuto problemi in Venezuela dove il campo di Dacion ci è stato in qualche modo tolto dal governo, provocando una perdita di 60mila barili al giorno. In secondo luogo abbiamo avuto problemi produttivi in Nigeria e nel Golfo del Messico. In quest’ultima area l’uragano Katrina ha pesato per i primi quattro mesi. Senza questi problemi la produzione del primo semestre avrebbe fatto segnare un incremento del 7%». Scaroni ha stimato in 40mila barili al giorno circa la perdita di produzione nel Golfo del Messico e in Nigeria e ha calcolato che, se vi fosse stato l’apporto di Dacion, la produzione del semestre avrebbe fatto segnare un aumento del 6%.
Scaroni ha anche annunciato l’interesse a partecipare alla prossima asta di Yukos, di cui è stato dichiarato il fallimento. «Ci scaldiamo i muscoli», ha detto riferendosi a una possibile partecipazione di Eni: «Ci piacerebbe partecipare e coinvolgere anche Enel». Quanto al posticipo dell’inizio della produzione nel giacimento kazako di Kashagan, esso potrebbe provocare costi superiori alle attese per Eni. Scaroni, dopo che il governo del Kazakhstan ha annunciato il possibile rinvio dal 2008 al 2009 o 2010 della data di inizio produzione, ha ammesso che il progetto, in cui Eni è presente come principale azionista, è «complesso» e di difficile realizzazione, ma non inciderà sull’anno in corso, per il quale egli ha confermato le previsioni.
«Eni - ha annunciato inoltre Scaroni - nei prossimi mesi potrebbe annunciare almeno l’avvio di un progetto, forse anche due, di rigassificatori per il nostro gas, nello specifico quello dell’impianto Damietta 2 in Egitto». L’Eni, ha aggiunto, «ha anche il progetto Brass in Nigeria, un impianto di liquefazione che speriamo di chiudere presto, nel giro di poche settimane».