Scarpati fa il maestro in una città «sbagliata»

FIGURINE (Italia 1997) di Giovanni Robbiano - con Eliana Miglio, Piero Natoli, Giulio Scarpati, Enzo Jannacci - 99

Figurine è il primo lungometraggio del genovese Giovanni Robbiano («Compromesso mortale», «500!»), che sceglie di giocare in casa il più possibile, anche per ragioni di poco o «Zero budget»: fu girato per una settimana a Genova e per cinque a... Roma. E parte dalla più classica «Superba» del cinema, spesso da inizio film: la Lanterna e le panoramiche dall'alto (in b/n, tratte da «Genova avanza sul mare» di N. Sapio). Forse per una continuità che sa di citazione ed omaggio e/o forse per introdurre la narrazione (siamo nell'inverno del 1969)... Il vispo Alberto (l'azzeccato Alessio Progetto), dieci anni, ama le figurine dei calciatori (non ancora adesive), come molti bambini di allora e dell'altro ieri. Vive ad Albaro (Via Rodi) con la madre Carla (Eliana Miglio), bella, silente ed insoddisfatta ed il noioso padre Italo (un esemplare Piero Natoli), burocrate qualunquista dal basso profilo (vieta le figurine al figlio ma fa la raccolta di «Quattroruote»). Il nonno veterocomunista Giuseppe (un Enzo Jannacci strepitoso, purtroppo disponibile sul set per due soli giorni), genoano come il regista, transita come da ruolo... alla bisogna. Ci sono anche la maestra isterica e retrograda e il parroco in versione Controriforma. Irromperà Luigi (l'evanescente Giulio «Medico in famiglia» Scarpati), rivoluzionario supplente sessantottesco, scapestrato e furbetto («la mia libertà estende la tua») ad alterare la vita della classe e quella di Carla.
Vorrebbe essere uno spaccato della famiglia/società italica, nei conformismi (un po' stereotipati) che furono; integrati e sostituiti, aggiornati adeguatamente, ci fanno tuttora sgradita compagnia. Proprio il sinistroso maestro farà la fine peggiore: finirà, come altri suoi simili odierni, in una tv commerciale.
Assistente di E. Kusturica durante gli studi alla Columbia University, docente di cinema dopo, Robbiano mostra un tocco misurato, da superfice. Il suo film, menzione speciale al Premio Solinas, è minimalista, nostalgico, gradevole. Ed è una Genova «stretta» quella che mostra, costretto a forza ad evitare la stagione... «sbagliata» (venne girato in luglio) ed i campi lunghi, che restituiscono una città con trent'anni di più... I muri del Ducale, il colore della Sopraelevata, la stazione di Cornigliano «dismessa» e l'Italsider danno palesi segni dell'oggi. Fanno capolino Robbiano Jr., Anita Caprioli, Fabrizio Lo Presti, il nostrano architetto Doglietti in veste di... pescatore e soprattutto... Vernazzola, Boccadasse, la scenografica scalinata di Corso Podestà, l'interno del mercato del Carmine, i bagni S. Nazzaro in Corso Italia, Camogli, la Spianata (con finta edicola), Carignano, Villetta Cambiaso, il Porto antico. Il meglio del film risiede nei dialoghi e nelle riflessioni, «alte» o meno che siano, tra Alberto e gli altri bambini. Ed in battute quali «ecco le tue figu, belinone!» o «Eh belin non è possibile perdere con il Cesena». Da rivedere, oh sì.
Disponibile in vhs - noleggiabile in videoteche specializzate.