Le scarpe fanno passi avanti Alla settimana della moda sfilano tacchi, sandali e stivali

Per la prima volta al mondo, le uniche protagoniste in passerella saranno le creazioni di René Caovilla

È la prima volta al mondo. E accade a Milano. È la prima volta che sulla passerella salgono le scarpe e sono le uniche protagoniste. Solo loro, gli abiti (tubini neri) pressoché inesistenti. Solo per coprire le modelle. 15 bellissime indossatrici alle quali, per la prima volta, non è stato chiesto di esibire viso e corpo ma solo gambe, dal ginocchio in giù e, in particolare i piedi. Occhio di bue puntato solo lì, il resto quasi nell'ombra. Ci ha pensato un mago delle calzature qual è René Caovilla, uno dei maggiori esponenti dell'economia veneta e dell'editoria. Con il pallino delle scarpe, scarpe straordinarie che, non a caso, ha voluto che sfilassero in un museo, il Museo di storia contemporanea di via S. Andrea. «È per me una grande emozione , ha detto, che mi prende il cuore. È la realizzazione di un sogno». Non è stato facilissimo trovare le top. «Ne abbiamo viste più di 50 durante il casting, anche particolarmente affascinanti ma non con i piedi giusti. Abbiamo scoperto che i piedi più belli li hanno le brasiliane». Altissime ovviamente con numeri dal 39 al 40. «Sono ormai i numeri standard, li usiamo pure per fare le vetrine. Sono passati i tempi dei 36-37».
La location è stata cercata con dovizia. Ora è in corso una mostra fotografica dedicata a Alberto Moravia e i suoi viaggi africani. D’altronde il connubio con l'arte è in perfetta sintonia con la maison Cavilla. Oltre seicento gli invitati che ammireranno le 45 uscite accessoriate di calzature, borse e cinture. Prima assoluta dunque per René Caovilla e primo tra gli stilisti, nel settore degli accessori, a volere una sfilata. Sfilata che vedrà la presentazione anche di una sling back che si ispira ad un modello storico, che rappresenta l'evoluzione del tema maculato, in cui risplendono come in un gioco dalla trama sapiente, piccoli cristalli di luce abbagliante. In una magica atmosfera sfilano, in un crescendo di emozioni, scarpe gioiello e accessori esclusivi, «oggetti d'arte» in cui brillano tradizioni artigianali altrove scomparse, che rendono la griffe veneziana un simbolo del lusso, inteso non come semplice esibizione di materiali preziosi lavorati in modo superbo, ma come espressione di una tradizione culturale che affonda le sue radici nella vita raffinata e nella «douceur de vivre» della Serenissima. «Mi sono sentito chiedere tantissime volte, nel corso degli anni da dove venissero le idee, sempre nuove, che davano vita alle nostre collezioni; una curiosità che non era solo della stampa o degli addetti ai lavori, ma che veniva anche dalle nostre clienti. Le fonti di ispirazioni possono essere ovunque: in un pizzo, in un prezioso kimono, in un quadro del Beccafumi, nella delicatezza di una danza e nascono dalla passione e dalla continua ricerca. A questo proposito posso anticipare che a fine anno uscirà un libro con le creazioni più belle degli ultimi 50 anni della Maison René Caovilla».