Scarpette chiodate e maglia numero 10 per il prete calciatore

Un dribbling alla Roby Baggio, un gol di tacco alla Del Piero. Estro, fantasia e un po’ di classe, alla Francesco Flachi, che però non vanno in scena in uno stadio di serie A o su un campetto di periferia durante un campionato dilettantistico.
Ad indossare la maglia numero dieci infatti è stato addirittura un parroco, Don Antonello Dani, che lunedì ha partecipato a Bordighera alla gara decisiva tra la Polisportiva Piani, che lo ha voluto a tutti costi magari confidando in un aiuto «dall’alto», e il Perinaldo, nel match decisivo per l’attribuzione della Coppa Imperia, il trofeo messo in palio dalla Federcalcio tra le squadre che, al termine del regolare campionato di serie D, non hanno raggiunto i play-off. Risultato: un figurone per la Polisportiva Piani e per il suo parroco, che, guardacaso, ma lui giura che la convocazione non è arrivata per la carica dirigenziale, è anche il presidente della società. Don Antonello così per 90’ ha svestito i panni di buon curato e ha indossato quelli del fantasista di razza. In realtà lo score con scarpette chiodate e magliette a maniche corte non è dei migliori: una sola presenza nel campionato di serie D di calcio a cinque e un gol, oltre a due stagioni disputate con la maglia del San Leonardo. Eppure i suoi parrocchiani del quartiere di Piani sostengono che dietro all’altare sia invece un vero fuoriclasse,molto più che sul manto erboso. Comunque l’esordio nella finale è stato più che positivo anche se dall’esito più che scontato, visto che il club imperiese aveva già nove punti di vantaggio sulla seconda. Il trofeo quindi è andato direttamente alla Polisportiva Piani che ha potuto festeggiare soprattutto grazie a Don Antonello,presidente, curatore spirituale e anche numero dieci della squadra. Un dribbling, un colpo di tacco e poi tutti in chiesa per festeggiare una vera e propria impresa. Qualcuno assicura che si tratti quasi di un miracolo...