Una scatola nera controllerà chi guida

Le associazioni dei consumatori: «Ora si abbassino i prezzi del 50%»

Elena Jemmallo

da Milano

Anche le automobili avranno una scatola nera. Con la firma della convenzione tra ministero delle Attività produttive e l’Istituto di vigilanza sulle imprese assicurative (Isvap) è partita ieri l’installazione in via sperimentale del «clear box» a bordo delle auto. Il dispositivo, come la scatola nera degli aerei, è in grado di monitorare in ogni momento i comportamenti del conducente: la velocità, i tempi di accelerazione e la forza d’urto dell’eventuale impatto con un’altra vettura. Una nuova tecnologia che potrebbe mettere un freno al caro polizze della Rc Auto. Come? Il dispositivo permette attraverso un collegamento Gps o Gprs, di registrare i comportamenti di guida e, di fatto, sbarra la strada ai falsi sinistri, creati ad arte dagli automobilisti per ottenere risarcimenti dalle compagnie assicurative. E porterà indirettamente a contenere le tariffe.
La sperimentazione coinvolgerà cinque città (Torino, Milano, Roma, Napoli e Palermo), dove dovranno risiedere gli automobilisti, selezionati in un campione di circa un miglaio di persone definito da ministero e Isvap. Come incentivo, per chi deciderà di aderire all’iniziativa per almeno due anni, è previsto uno sconto delle tariffe non inferiore al 10 per cento. Mentre invece l’installazione del clear box dotato del sistema di rilevazione satellitare, in questa fase di avvio, sarà gratuita. È quanto prevede il decreto del ministero delle Attività produttive, che ha stabilito, inoltre, che la realizzazione dell’iniziativa è affidata all’Isvap, con finanziamenti del governo. «La sperimentazione - ha dichiarato il ministro Scajola in occasione della firma - rientra tra le misure per il contenimento delle tariffe Rc auto. Scopo dichiarato di questa iniziativa è quello di verificare come un uso intelligente e mirato della tecnologia possa diventare un deterrente ai fenomeni di frode e, soprattutto, di prevenzione degli incidenti».
Applausi da parte delle associazioni dei consumatori. L’Adiconsum si è detta favorevole alla realizzazione del progetto pilota, anche se ha precisato: «Lo sconto del 10 per cento sulla tariffa dell’Rc auto dovrà essere al netto di ogni costo di funzionamento, ossia per la trasmissione dei dati, relativo al clear box». E non solo. Secondo Paolo Landi, segretario generale Adiconsum le compagnie assicurative che utilizzeranno la scatola nera dovrebbero abbassare le tariffe per furto e incendio del 50 per cento, «poiché il clear box pone un netto ostacolo sia ai falsi sinisti che ai furti di comodo». Rimane, però, il problema della provacy: «Sarà necessario discuterne insieme al Garante» conclude l’associazione. Della stessa opinione sono anche Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori: «I dati in possesso delle compagnie non dovranno essere utilizzati per nessun altro fine se non quello assicurativo. Non vorremmo trovarci di fronte ad un’innovazione tecnologica invasiva».