Scatta l’allarme linfomi

Silenziosamente, inesorabilmente, il linfoma non Hodgkin si avvia a diventare la neoplasia più frequente in tutto il mondo. Raggiungerà questo traguardo tra quindici anni ma già oggi è al primo posto tra i tumori del sangue (due volte più delle leucemie) con undicimila nuovi casi ogni anno. In oltre la metà di questi pazienti assume carattere «aggressivo», consentendo una breve aspettativa di vita: da sei mesi a due anni.
Questo pericoloso linfoma colpisce a tutte le età ma predilige i pazienti anziani. Dà astenia, febbricole, perdita di peso e frequenti sudorazioni. Siccome riguarda il sistema linfatico provoca un rigonfiamento persistente dei linfonodi del collo, dell’inguine e delle ascelle. «Proprio la biopsia di uno di tali linfonodi permette di fare una diagnosi tempestiva, premessa per una terapia efficace», spiega il professor Robin Foà, cattedratico di ematologia nell’università di Roma. L’associazione chemioterapia-anticorpi monoclonali ha ridotto di oltre un terzo il rischio di morte.