Scatta l’allarme per gli obiettivi sensibili

Amato riunisce forze dell’ordine e servizi: più controlli sui possibili bersagli di attentati. Allertata anche l’Aeronautica militare

da Roma

L’allarme terrorismo mette insieme attorno a un tavolo il direttore del Sismi, del Sisde e del Cesis, e i vertici delle forze di Polizia e dell’Arma dei Carabinieri. Una lunga riunione del Casa, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo voluto nel 2005 dal ministro Pisanu, convocato dal ministro dell’Interno Giuliano Amato per fare il punto della situazione. Le tempestose polemiche del caso Abu Omar, e degli 007 intercettati dalla Digos sembrano lasciati alle spalle. E così il presidente della commissione Difesa del Senato, Sergio De Gregorio (IdV), non si lascia sfuggire l’occasione e invita tutti, governo e Parlamento, a soprassedere alle ipotesi di cambio dei vertici dei servizi di intelligence. «Stabiliamo una strategia di medio periodo per lasciare lavorare in pace in un momento così grave il nostro sistema di protezione del Paese, che in questi anni ha funzionato proprio bene», è il suo messaggio. E aggiunge: «Immaginate il capo dei servizi inglesi che parla con il direttore del Sismi Niccolò Pollari, con il dubbio che il suo colloquio sia intercettato?». Ci pensa lo stesso presidente del Consiglio Romano Prodi a bloccare ogni polemica (anche dei componenti del suo governo) ribadendo che «i servizi sono estremamente importanti per salvaguardare la nostra sicurezza. Come tali vanno custoditi», aggiungendo inoltre che di fronte ai rischi di attacchi terroristici «anche l’Italia deve stare attenta come tutti e non può vivere in paradiso, se altrove c’è l’inferno». Nell’incontro del Casa, in parallelo a Londra si è svolta una riunione tecnica di funzionari dei Servizi per coordinare quello che si deve fare e ottenere informazioni più precise. La situazione degli «obiettivi sensibili», che dal tragico attentato dell’11 settembre alle Twin Towers sono presidiati stabilmente da 23mila uomini delle forze dell’ordine, è stata ampiamente monitorata. Già da alcuni giorni i nostri servizi erano stati comunque allertati, ma dopo le notizie di ieri mattina il Viminale ha intensificato la vigilanza su tutti gli obiettivi considerati «sensibili», con particolare riguardo alle strutture che in qualche modo sono riferibili al Regno Unito. «Allo Stato non ci sono segnali specifici di allarme per l’Italia», ha comunque ribadito il ministro Amato, che ha seguito personalmente l’evolversi della situazione. E con una nota il Viminale precisa che per quanto riguarda la sicurezza dei voli «sono state impartite al personale addetto direttive di massima attenzione nei controlli su persone e bagagli, con l’apertura a campione di questi ultimi. Per il momento, invece, non sono previste misure di allarme rosso, come il divieto di portare bagagli a mano».
Tutte le misure sulla sicurezza dei voli sono state concordate con il presidente dell’Enac, Vito Riggio, che ha immediatamente dato il via alle operazioni di controllo necessarie. Il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, alla fine dell’incontro, ha ribadito che si è fatta «una approfondita analisi della situazione, dopo l’operazione antiterroristica condotta dalle forze di sicurezza del Regno Unito. Nel corso dei lavori si è preso atto della serietà della minaccia sventata, ma è stato anche confermato che non esistono specifici motivi di allarme per il nostro Paese». «Il già alto livello di vigilanza - prosegue una nota il Viminale - sarà comunque ulteriormente rafforzato, con particolare attenzione per gli obiettivi collegati a interessi britannici». Sia Amato sia il presidente Prodi sono stati costantemente informati di ogni decisione, e il premier ha anche convenuto con Blair, «sulla necessità di mantenere uno stretto coordinamento tra le forze dell’ordine italiane e britanniche nella comune lotta al terrorismo».
Intanto il generale Leonardo Tricarico, capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, si è messo in contatto con il suo collega britannico trovandosi d’accordo sull’attuale dispositivo messo in campo per fronteggiare ogni eventuale minaccia. Tricarico è anche in contatto continuo con il Cofa, il comando operativo delle Forze aeree di Poggio Renatico, da cui dipende la difesa dello spazio aereo.