Scatta l’ora musulmana per conquistare il tempo

Chi teme un islam pronto a egemonizzare il mondo ha una buona ragione in più per preoccuparsi. Da oggi scatta infatti la guerra musulmana per la conquista del tempo, la santa guerra progettata per cancellare l’ora di Greenwich e sostituirla con quella della Mecca. L’ambiziosa campagna inizia, non a caso, nel secondo giorno del Ramadan, il mese del digiuno e della purificazione, e prende il via dalla città più sacra dell’islam. Laggiù un gigantesco orologio di 43 metri per 43, sospeso su una torre di 577, regola da questa mattina vita e preghiere di un miliardo e mezzo di fedeli sparsi sul globo. Quell’orologio e quella torre, edificati dai fratelli di Osama Bin Laden al costo di oltre 800 milioni di dollari, sono il simbolo e la bandiera della grande crociata per la conquista del tempo globale. L’impresa finanziata dalla casa reale saudita punta a spingere i musulmani ad abbandonare l’ora di Greenwich, simbolo dell’egemonia occidentale, e a usare come unico riferimento temporale il grande Orologio Reale della Mecca.
In quell’orologio e in quella torre tutto è maestosamente e sacralmente simbolico. A incominciare dalle dimensioni. Le quattro facciate del quadrante da 43 metri per 43 l’una ne fanno l’orologio più grande della terra. L’immenso e divino orologio sembra studiato apposta per ridicolizzare il Big Ben, il simbolo del tempo inglese dotato di quadrante di «appena» 8 metri per 8 e sospeso su una misera torricella di «soli» 100 metri. La nuova macchina del tempo islamica si regge invece su un super minareto destinato - grazie all’aggiunta di una scintillante guglia e di una mezzaluna dorata, a superare i 600 metri e a diventare il secondo edificio più alto del mondo. Il sacro orologio oltre a segnare l’ora del profeta domina insomma il globo terrestre e identifica la sacra moschea verso cui indirizzano le loro cinque preghiere quotidiane i fedeli di Maometto. Ma le dimensioni non sono tutto. Le lancette dell’ora sacra ruotano in uno sfavillante universo stellato illuminato da 2 milioni di scintillanti led dove risplende la scritta «Allah è Grande». E le intermittenze di 21mila luci, visibili da 30 chilometri di distanza e pronte a illuminarsi all’ora della preghiera, simboleggiano un altra sublime sincronia. Grazie a tutto questo sfarzo la sacra ora del fuso della Mecca, già utilizzata dagli studi televisivi di Al Jazeera e di Al Arabiya, diventa il menhir dello scontro con il tempo occidentale. I primi ad ammetterlo sono i gestori del nuovo centro commerciale su cui poggia la gigantesca icona del tempo musulmano. «L’obiettivo è quello di contrapporre l’ora della Mecca a quella di Greenwich e farne il fuso orario di riferimento per tutti noi musulmani» - spiega Mohammed Al Arkubi, responsabile di uno degli hotel costruiti ai piedi delle sacre lancette. Anche il centro commerciale è stato progettato dagli architetti e dai geometri del gruppo Bin Laden e rientra nella costosa campagna studiata per trasformare la città della Mecca nel nuovo «centro del mondo».
La battaglia per la conquista del tempo, combattuta con i soldi dei sauditi e i cantieri della famiglia Bin Laden, si avvale però anche del sostegno di scienziati e religiosi. Il predicatore egiziano Yusuf Al Qaradawi, mattatore delle serate di Al Jazeera grazie alla trasmissione «Vita e Sharia», ha già decretato il perfetto allineamento della Mecca con il Nord magnetico definendola il luogo più adatto a rimpiazzare l’obsoleto meridiano Greenwich. Il concetto - in aperto contrasto con le tesi scientifiche che posizionano il Polo Nord magnetico su una linea longitudinale disegnata lungo Canada, Stati Uniti, Messico e Antartide - è già stato avvalorato dagli studiosi del Centro nazionale di ricerche egiziano. A dar retta gli eruditi del Cairo la «Città Santa dell’islam» è, infatti, una zona «a magnetismo zero» dove la minor gravità regala salute e longevità a tutti i fedeli del Profeta.