Scatta la par condicio ma il web è zona franca

Roberto Bonizzi

Par condicio in vigore da domani anche su radio e televisioni locali. Imparzialità, correttezza e spazi divisi tra tutti gli schieramenti in campo. Il Corecom, comitato regionale per le comunicazioni, presenta il decalogo che dovrà essere alla base della campagna elettorale per le elezioni politiche del 9 e 10 aprile a Milano e in Lombardia. «Avere una competizione il più possibile corretta - spiega Maria Luisa Sangiorgio, presidente lombardo dell'autorità - è un bene prezioso a cui non possiamo rinunciare, per il diritto dei cittadini a essere informati, il diritto dei politici a esprimere la loro posizione e il diritto dei media a fare correttamente il proprio lavoro».
Regole precise in vigore da domani, data dello scioglimento delle camere e della convocazione dei comizi elettorali, alla mezzanotte del 7 aprile, prima del silenzio assoluto. Il regime sarà più blando per il primo mese, fino all'11 marzo, data della presentazione delle liste, per diventare più rigido quando la campagna entrerà nella fase più calda. Durante i programmi di informazione le emittenti dovranno garantire il pluralismo e il contraddittorio tra i vari soggetti politici. Con il divieto di fornire indicazioni di voto. I programmi di comunicazione politica dovranno essere organizzati secondo un confronto dialettico tra più opinioni. E nel caso di messaggi autogestiti le condizioni economiche dovranno essere uniformi. Il comitato regionale, eletto dal consiglio e istituito nel 2003, avrà il compito di accertare la violazione delle norme e di intervenire per ripristinare le condizioni violate con sanzioni di diversa entità, fino ad arrivare alla sospensione temporanea del segnale. Rimane aperta la questione relativa a internet. Il Corecom non ha competenza specifica in materia. «Non abbiamo compiti di vigilanza sulla rete - prosegue Sangiorgio -. È un problema serio che anche noi abbiamo posto».