Scatta il piano per il Sud: un miliardo agli atenei

RomaUna boccata d’ossigeno per le università del Mezzogiorno. E davvero potranno respirare a lungo e più a fondo gli atenei destinatari di un miliardo e 161 milioni di euro. Si tratta del secondo passo verso l’attuazione del Piano nazionale per il Sud dopo la delibera sulle infrastrutture che ha sbloccato 7,4 miliardi di euro nello scorso agosto. Ora il Comitato interministeriale per la programmazione economica, Cipe, presieduto dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha dato il via libera ad un ulteriore finanziamento che prevede interventi strategici per gli atenei e la ricerca.
Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, definisce appunto «una boccata d’ossigeno» il piano di interventi a favore dell’Università della ricerca e dell’innovazione. «I fondi verranno impiegati per rafforzare l’edilizia universitaria ma anche per valorizzare l’eccellenza - spiega il ministro - 150 milioni di euro verranno impiegati per la creazione di poli di eccellenza mentre i restanti 850 sono finalizzati ad interventi mirati». Le Regioni interessate sono la Calabria, la Sicilia, la Campania e la Puglia per quanto riguarda i poli di eccellenza mentre per i finanziamenti diretti alle infrastrutture strategiche sono coinvolte Abruzzo (5 milioni di euro), Basilicata (22), Calabria (64), Sicilia (88). Ma la parte del leone la fanno la Puglia con 315 milioni di euro e la Sardegna con 305. Fondi che serviranno a costruire o arricchire le strutture universitarie: laboratori, biblioteche, mense, attrezzature tecnologiche e alloggi per gli studenti.
Il ministro sottolinea che esiste anche «la possibilità di utilizzare il bando per le infrastrutture in ricerca che prevede 400 milioni di euro per il potenziamento delle dotazione di attrezzature delle università e degli istituti di ricerca». Tra gli obiettivi del governo quello di «evitare la fuga dei cervelli» ridando centralità al sistema universitario.
Il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, aggiunge che nell’ambito del piano di sostegno e rilancio del Mezzogiorno è stato raggiunto pure l’accordo per Termini Imerese, approvando la delibera per 200 milioni di euro che «recepisce l’intesa fra la Regione Sicilia e il Ministero per lo sviluppo economico».
Grande soddisfazione per lo sblocco dei finanziamenti viene espressa dal presidente della Conferenza dei Rettori (Crui), Marco Mancini. «Una risposta significativa alle particolari e spesso drammatiche questioni finanziarie delle università del Sud - dice Mancini- si rafforza così la sinergia virtuosa tra università, enti di ricerca, Regioni e singoli territori».
Piano promosso anche dagli studenti. Andrea Volpi, coordinatore Nazionale di Azione universitaria osserva che «finalmente l’università torna al centro degli investimenti e delle politiche per il Sud» e auspica, come annunciato dal ministro Gelmini, che parte di questi investimenti siano destinati ad una più rapida attuazione della riforma universitaria per chiudere finalmente con «gli sprechi ed i baronati».
Anche di fronte ad un investimento del genere non può mancare lo scontento di turno. Luigi Muro di Futuro e libertà che afferma: «C’è da chiedersi se il problema su cui sarebbe stato necessario incidere tempestivamente siano davvero gli atenei». Ma è l’unico a chiederselo.