Gli scatti inediti del fotografo che consacrò il mito di Sophia

Oggi apre «Pierluigi.On cinema», omaggio al reporter che seppe raccontare i set romani degli anni ’50 e ’60

Una raccolta di 30 immagini inedite, stampe uniche delle quali non esistono altre riproduzioni e in molti casi nemmeno i negativi, sono esposte da oggi alla Galleria Photology di via della Moscova 25 per una personale che celebra il fotografo friulano Pierluigi Praturlon. La mostra, dal titolo «Pierluigi. On Cinema», è prima di tutto una ghiottoneria per collezionisti e una lusinga per tutti i cinefili. Racconta la magia e lo splendore dei set romani negli anni della «Dolce Vita» vissuti in prima persona da un reporter di set, testimoniati attraverso la sua emotività, il suo senso estetico, la sua ironia.
Volti e momenti del cinema italiano anni Cinquanta e Sessanta sono raccontati con infinita poesia, come fecero i più noti Mario De Biasi e Tazio Secchiaroli, solo un po’ più da vicino, da dentro le scene, qualche volta da dietro la cinepresa. Praturlon ha lavorato con i più grandi registi di allora: Rossellini, Comencini, Emmer, Vidor, Wyler, per citarne alcuni. Fu lui a ispirare Federico Fellini per la celebre scena della morbida Anita Ekberg tuffata nella fontana di Trevi, fu sempre lui a contribuire alla consacrazione del mito di Sophia Loren con uno scatto che la riprendeva inginocchiata e piangente nel film La Ciociara di Vittorio De Sica, datato 1961. Spesso i divi di allora sono colti dall’autore nei momenti fuori scena, assorti, senza trucco, spontanei come se fossero tra le mura di casa. Tra le opere esposte, tutte provenienti dall’archivio personale di Praturlon, c’è la Loren che fa il tifo al Palio di Siena e sempre lei in barca con Jean-Paul Belmondo (1960); c’è un ritratto ravvicinato di Barbra Streisand in Funny girl del 1968, e una Rossana Galli, miss Italia 1956, che sorride all’obiettivo seduta su una Lambretta in una strada di Roma. La sua Dolce Vita non è vissuta da paparazzo, ma da protagonista colto e richiestissimo che di quel mondo conobbe le atmosfere per averle lui stesso generate.
Aperta fino all’8 settembre con ingresso libero. Orari 11-19; chiuso sabato e domenica. Informazioni allo 02-6595285. Catalogo edito da Photology, 288 pagine, 192 immagini 28x23, 65 euro.