Scatti su un sogno diventato realtà

A largo Merlo le immagini d’epoca che raccontano la delegazione di Marassi e la città

Roberta Gallo

«Quezzi-Marassi: dai primi del '900 ai giorni nostri». Una carrellata fotografica che ha raccontato la storia del quartiere collinare compreso tra il Forte Ratti e Largo Merlo, solcato dal famigerato torrente Fereggiano.
Più di mille istantanee hanno ripreso gli attimi più significativi del rione, i personaggi caratteristici. Con gli scorci panoramici del bel tempo che fu. Di quando Quezzi era un ridente paesino alle spalle della città di Genova. Immagini che si snodano lungo oltre un secolo di vita, seguendo passo passo tutte le trasformazioni di un luogo che, da località di villeggiatura è diventato un rione ad altissima densità abitativa.
Questa fu la patria di Cristoforo Colombo. A sua madre, Susanna Fontanarossa, è dedicata l'arteria principale che si inerpica fino a piazza S. Maria di Quezzi. Poco distante, in località Olmo, una manciata di casette sparse sulla collina, c'era il teatro dove il grande Gilberto Govi amava venire a rappresentare le sue commedie. E qui è stato ritratto con uno dei personaggi cardine della zona, Emilio Fossati, che con le sue canzoni ha allietato giorni e sere dei quezzini di ieri e di oggi. E, all'ombra del suo «bersò» ancora oggi racconta, con nostalgia, la storia del suo quartiere e la porta a conoscenza dei ragazzini delle scuole.
Marco Coroforo, ideatore della mostra, fotografo, cuore e memoria storica di uno dei quartieri più antichi di Genova, ha voluto esporre tutto il suo tesoro.
Foto che lui stesso ha scattato o che ha reperito dagli archivi, in anni e anni di ricerca e salvaguardia del patrimonio culturale.
Testimonianza di un luogo dove si sente ancora parlare il vecchio genovese di Vito Elio Petrucci. E, sin dalle prime luci dell'alba, profuma di focaccia e del basilico degli orti del Mulinetto. Qui c'è ancora il vecchio frantoio.
Mentre, un po' ovunque, fanno capolino gli antichi lavatoi. Dove, le famose «bugaixe», lavavano i panni dei marinai imbarcati sulle navi che attraccavano al porto. Biancheria che quassù arrivava con i carri trainati dai cavalli e veniva trattata con il famoso «turchesino».
C'è Nicoletta Tranvaietto, la prima giornalaia del quartiere. C'è la foto storica della capella di San Rocco, che ben pochi ricordano, anche perchè per molti anni è stata trasformata in un fienile e poi è scomparsa sotto i colpi del degrado e della noncuranza.
Quezzi intanto cresce. Con la posa della prima pietra della chiesa parrocchiale. Le visite importanti dei vescovi e cardinali, da Siri a Bertone, passando per Tettamanzi. E poi lui. Giovanni Paolo II che, nel 1990, in visita a Genova è venuto nel convento delle sue Brignoline di viale Bracelli per la beatificazione della loro fondatrice, Virginia Centurione Bracelli.
Una commozione che pervade grandi e piccini. Tantissime le testimonianze degli alunni della scuola Fontanarossa che, con le loro interviste, hanno scritto la storia con gli occhi stinti dell'ultracenternario Spagna, oramai scomparso, e di Emilio Fossati. Un Largo Merlo che si colora di rossoblu quando il Genoa va in Uefa, all’epoca della storica partica partita con il Liverpool, o di blucerchiato per la vittoria dello scudetto della Sampdoria nel 1990 nella finalissima all’ultima di campionato contro il Lecce.
Largo Merlo che si stringe intorno al carro trainato da cavalli che porta la statua della Madonna della Guardia nella giornata della sua festa a fine agosto.
La mostra è stata in visione presso il circolo Acli, sotto la parrocchia di nostra Signora della Guardia di Largo Merlo, fino a fine mese.
Ma «Quezzi-Marassi dai primi del ’900 ai giorni nostri» sarà comunque a disposizione di chi vuole ammirare una carrellata fotografica di ricordi.