Scatto d’orgoglio socialista contro i tagliandi «offensivi»

Ieri è stato il giorno di Daniele Mongiardini, consigliere del Pdl nel Medio Levante che ha incassato 193 preferenze nel gioco-sondaggio dei tagliandi per scegliere il proprio presidente nei Municipi di Genova. Lui, giovane e attivissimo nella sua circoscrizione, così come nella corsa - e anche nel ballo - 27 anni e da 9 in politica sempre nel centrodestra, per il parlamentino si occupa di sicurezza, mamme e anziani, verde e rispetto ambientale. «Ho creato una mia rete di segnalazioni dei cittadini», racconta al telefono. Per il futuro, promette di prendersi a cuore gli anziani, con servizi annessi. E una promessa: «Avendo lavorato nel marketing nella Silicon Valley e a Dubay, torno a Genova per portare il mio contributo in vari settori, come l’ecologia». Ma è sempre Fabio Orengo il leader indiscusso del Medio Levante. Ieri si è conquistato 63 preferenze con tanto di lettera di una supporter, Cristina che dice: «I miei voti vanno, come sempre a Fabio Orengo, perché uomo intelligente e con una grandissima passione per la politica che ha dimostrato in questi mesi di essere l’uomo del “fare” per l’interesse della comunità e non esclusivamente del proprio». Sempre nello stesso municipio Renzo Di Prima prende 14 voti, uno solo per Tiziana Notarnicola. Passiamo al Levante con 26 preferenze per Giuliano Gattorno, Francesco Carleo (5), Massimo Alfieri (2), Alba Viani (1), Maurizio Moretti (1). Continua la sua volata nella Media Val Bisagno Carla Boccazzi che ieri si prende 40 voti. Altro candidato in rosa, Milena Pizzolo nel Centro Est con 47 preferenze in un giorno: la seguono Elio Salterini (4), Stefano Balleari (4), e a pari merito tutti con un solo voto Giorgio Spigai, Nicola Odone, Stefano Bondi e Luciano Gandini. Da registrare: i tagliandi che sono arrivati lunedì in redazione con la scritta «No socialisti» e a seguire una serie di nomi, non sono andati a genio ad alcuni nostri lettori. Che hanno voluto rispondere all’anonimo con tanto di nome e cognome. Partiamo da Monica Magnani, assistente di Renata Oliveri, e figlia di Rinaldo Magnani, tesserato storico del Psi che risponde con un messaggio in odor di «santità» che trasuda tutto l’orgoglio socialista: «Non abbiate paura di aprirvi a chi è diverso e non conoscere e di professare i vostri ideali e i vostri valori! Io non ho paura! Questa tendenza a chiudere e cacciare, porta a diventare più piccoli sempre più piccola». Eppoi Guido Grillo, ex psi anche lui e consigliere comunale del Pdl che ha due contestazioni da fare a quei tagliandi anonimi. Primo: «Il Psi prima della disfatta contava il 14% dell’elettorato. Dopo Craxi, il Pd è rimasto invariato se non addirittura ha perso consensi. Oltre al 10% dell’elettorato socialista è confluito prima in Fi e poi nel Pdl seguendo una politica libertaria». Secondo: sbaglia chi chiama in causa Stefania Craxi che come sottosegretario agli esteri «sta operando bene in rapporto alle sue deleghe. Renata Oliveri è stata candidata in Fi e poi nel Pdl. Il papà di Monica Magnani, Rinaldo, è stato candidato nel Pdl. E la figlia porta avanti una politica intelligente e impegnata prima nel Fi e poi nel Pdl». Le affermazioni delle schede sono molto gravi, conclude Grillo che però su Ottonello preferisce non pronunciarsi.