Gli scavi «eterni» di piazza Banchi

Luciano Gandini

La preoccupazione dei cittadini sugli scavi che interessano Piazza Banchi ha raggiunto la redazione genovese de Il Giornale. Qualcuno si chiede, polemicamente, se il Comune stia cercando il petrolio, altri sperano che i reperti che si vedono ad occhio nudo passando in questo importante snodo del centro storico vengano in qualche modo valorizzati. «In Egitto hanno spostato le piramidi per costruire la diga di Assuan - spiega un affezionato lettore -, possibile che qui non si possa valorizzare quello che è stato trovato come avviene con i Fori romani?». Già, perché quello che si vede dentro al cantiere ad uno sguardo da non addetto ai lavori sembra essere interessante. Ed in effetti i pannelli esplicativi predisposti dalla Soprintendenza per i beni archeologici lo conferma: «I lavori attualmente in corso, pianificati dal Comune e finalizzati alla costruzione della nuova condotta fognaria, da affiancare alla già esistente interessano per lotti successivi via al Ponte Reale, Piazza Banchi e l'imbocco di Via degli Orefici». Bene, ma poi che ne sarà di questo buco e di questi reperti? Abbiamo girato la domanda a Piera Melli, funzionario archeologico di zona in forze alla Soprintendenza, che spiega: «Effettivamente si scorgono ad occhio nudo tracce dell'urbanizzazione medievale preesistenti all'attuale assetto ed è ben visibile un forte rialzamento di quote». In altre parole oggi si cammina quasi due metri sopra rispetto a dove si camminava nel Medioevo. «La parte che probabilmente ha colpito di più i cittadini - continua la dottoressa Melli - è un lembo di un edificio medievale, molto simile ad altri della zona, come quelli della Ripa Maris (Sottoripa). Viene utilizzato il massimo della tecnologia possibile, siamo ancora ad una fase di indagine». Di più il funzionario, quindi, non si può sbilanciare. In effetti, il problema non è di semplice trattazione. Cosa fare quando si trova qualcosa nel sottosuolo non è mai una decisione facile da prendere, dal momento che la nostra città è vissuta dal VI secolo avanti Cristo. Da un lato c'è chi frettolosamente «di quattro pietre» non vorrebbe nemmeno sentire parlare, dall'altro c'è chi, invece, vorrebbe la valorizzazione della singola tessera di mosaico. Nel secondo caso, bisognerebbe, ad esempio, rivoltare Piazza Matteotti come un calzino, perché proprio lì sotto sono stati indagati ben sette vani di una grande domus romana. Per gli appassionati dei resti delle mura preromane, sarà comunque possibile visitare la torre medievale in Santa Maria delle Grazie la Nuova già a partire dal prossimo anno, una volta completata la necessaria messa in sicurezza del sito. Questo grazie al finanziamento del Ministero di oltre 700mila euro provenienti dai fondi del gioco del Lotto. Così, dal Comune fanno sapere che per lo shopping natalizio il cantiere di Piazza Banchi sarà nuovamente chiuso per venire incontro alle esigenze dei commercianti, che hanno sopportato e sofferto già fin troppo.