Scazzi, la perizia del Ris: nessuno stupro su Sarah, non c'è traccia di altro dna

Il risultato preliminare dell'analisi del Ris: nessun dna estraneo a quello di Sarah Scazzi sul tampone vaginale. I risultati, se confermati, allontanano definitivamente l'ipotesi di uno stupro da parte dello zio Michele Misseri

Taranto - Nessun dna estraneo a quello di Sarah Scazzi sul tampone vaginale esaminato. È questo il risultato, secondo quanto si apprende da fonti investigative, di un primo accertamento preliminare eseguito dai carabinieri del Ris sui reperti prelevati dal cadavere della quindicenne uccisa ad Avetrana il 26 agosto scorso.  Già gli esami del medico legale Luigi Strada sul cadavere di Sarah non avevano rilevato segni di violenze, ma il corpo era stato troppo tempo in acqua ed era difficile trovare ancora dei segni. Il risultato del tampone dovrà ora essere incrociato con le analisi in corso su diversi reperti biologici prelevati sul corpo.  Con molta probabilità comunque gli inquirenti hanno iniziato a ricredersi sulla presunta violenza commessa dallo zio della ragazza, che si è autoaccusato del delitto e del vilipendio del cadavere

Misseri e l'autoaccusa Lo stesso Misseri, nei giorni scorsi, attraverso il suo legale Daniele Galoppa, aveva fatto sapere di voler ritrattare la parte della confessione relativa alla violenza sessuale. Una confessione, quella dello stupro, a cui in molti non avevano creduto, ma che era servita all’uomo per attribuirsi la paternità del delitto a sfondo sessuale e, soprattutto, per sviare l’attenzione degli investigatori sul presunto ruolo avuto nel delitto dalla figlia Sabrina Misseri, arrestata il 15 ottobre scorso, otto giorni dopo il padre, a seguito delle accuse del genitore. Intanto ieri Cosima Serrano e sua figlia, Valentina Misseri sono state sentite nella caserma dei carabinieri di Avetrana per quanto riguarda le presunte violazioni della privacy per le immagini e le foto del garage della loro abitazione circolate negli ultimi giorni su varie reti televisive dopo la denuncia di un consulente dello studio legale di Vito Russo, a sua volta sentito dagli inquirenti nella giornata di ieri. Giovedi prossimo invece, il consiglio dell’ordine degli avvocati di Taranto valuterà la posizione dei tre legali di questa vicenda che potrebbero avere violato il codice deontologico.