Scegliete il prossimo presidente della Provincia

(...) di Mimmo Morabito, di Alberto Cattaneo, di Alberto Gagliardi, di Felice Ravalli o di Gian Luca Fois, giusto per indicare alcuni dei più votati, ma potrei fare altre decine di nomi, vogliono indicare i loro beniamini anche come presidenti della Provincia, possono ovviamente farlo.
Chiaramente, appariranno anche nomi nuovi: da Renata Oliveri, che nella scorsa tornata elettorale raggiunse uno straordinario ed inatteso ballottaggio, a Francesco Bruzzone che sembra il candidato più credibile per la Lega. E poi Michele Scandroglio potrebbe essere il calibro più forte messo in campo dal Pdl; Gino Garibaldi era già stato indicato da alcuni abitanti di Cogorno anche come papabile sindaco di Genova; addirittura un esponente illuminato del Partito democratico, come Giovan Battista Raggi, assessore a Santa Margherita Ligure e tesoriere del Pd, aveva avuto parecchi voti. E tantissimi altri nomi, da Rondanina a Genova, possono diventare i vostri beniamini, senza distinzione di partito.
Le regole del gioco sono quelle dell’altra volta: valgono solo i tagliandi originali, di cui iniziamo la pubblicazione oggi, e non le fotocopie. E, soprattutto, non vale il voto via internet, una vera e propria buffonata (se qualcuno gli dà valore scientifico, ovviamente) perchè permette di truccare ogni esito con il semplice movimento di tre tasti. Resta epico il caso di quei giovani esponenti del Pd che avevano espresso decine di migliaia di voti per non so quale sondaggio su non so quale incarico da tre soli computer, i loro.
Poi, certo - e lo dico subito, come promemoria per le anime belle che hanno scoperto, magari dopo aver visto che la loro popolarità non andava oltre i dieci tagliandi, che un lettore può comprare due copie o votare per il suo candidato preferito tre giorni di fila - sappiamo benissimo che nemmeno i tagliandini originali assicurano in alcun modo la scientificità del risultato.
I sondaggi già sono carta straccia anche quando hanno tutti i crismi del Metodo Cati e compagnia bella. Noi, invece della carta straccia, preferiamo la carta stracciata, nel senso letterale della parola: i tagliandini che, da oggi, iniziate a trovare sul giornale.
Sempre ad uso e consumo delle anime belle, quelli che hanno individuato nei tagliandini il problema centrale di Genova nei mesi scorsi, ribadisco quello che ho sempre detto: si tratta solo di un gioco, non di un sondaggio scientifico.
Poi, certo, anche dai giochi emergono delle indicazioni interessanti. Proprio quelle che aspettiamo dai vostri tagliandini.