Gli sceicchi fanno spesa qui: 600 milioni per Materazzi, De Rossi, Buffon e Del Piero

Il presidente del Real Madrid, Ramon Calderon, oggi presenta le dimissioni all’Assemblea dei soci. Aver consentito l’ingresso a gente non autorizzata assieme agli ultra sur del Real per far approvare il bilancio della società ha pesato più della campagna acquisti gonfiatissima dell’estate scorsa. E soprattutto dopo che si è scoperto che il fidanzato di sua figlia, un ragazzino, ha ricevuto incarichi di prestigio all’interno del club. Ieri sera nello studio di un noto avvocato madrileno in Ortega y Gasset una rappresentanza di 200 soci aveva redatto una mozione di censura nei suoi confronti, in nottata la decisione: dimissioni. Il mercato dei blancos che ormai non aveva più nulla di galacticos. Nessuna reazione all’offerta del City per Kakà, mentre prima il tormentone e la corte scorretta al brasiliano erano da ufficio inchieste. Temporaneamente la carica sarà affidata all’attuale vicepresidente Vicente Boluda. L’alternativa resta Florentino Perez, ben visto dalla tifoseria, che ora potrebbe stravolgere nuovamente il mercato con un rilancio per Kakà, terremoto nel terremoto, oppure una ripresa improvvisa per Cristiano Ronaldo, proprio ora che il Pallone d’Oro non è più così stabile sul trono di Manchester. Alex Ferguson sta prendendo la testa della Premier League e ridisegnando la squadra attorno a Wayne Rooney. Cristiano Ronaldo è alla sua sesta stagione con il ManU e non sembra la migliore, 12 presenze e 8 reti in Premier contro i 31 in 34 gare alla fine della scorsa, problemi fisici a parte. L’arrivo di Berbatov e il probabile arrivo a giugno di Karim Benzema, sembrano altri segnali: non è più considerato incedibile dal club campione del mondo e una sua partenza da Manchester in estate ora è data al 50 per cento. L’infortunio di Rooney, fuori almeno venti giorni, rilancia sia lui che Carlitos Tevez, ma la partenza di Cristiano Ronaldo sarebbe un’operazione praticamente simile a quella di Kakà che pochissimi presidenti possono permettersi. Il calciatore portoghese ha ripetuto che non vuole diventare un’arma per far vincere le elezioni presidenziali a qualcuno ma è fuori di dubbio che se Florentino Perez si presentasse con il cartellino del Pallone d’Oro avrebbe già stravinto. Per Kakà è un altro discorso, il City poi si è presentato in Italia con una borsa gonfia di 600 milioni per offrire un ingaggio da 5ml a stagione per Materazzi, 60ml per De Rossi, già pronto un contratto per Buffon e Del Piero: un progetto che decapiterebbe il nostro campionato.
E in Inghilterra potrebbe aprirsi anche la porta dell’Arsenal. Arsene Wenger è in scadenza di contratto e non sta rinnovando. Per ora il City deve salvarsi, ma il sontuoso progetto degli sceicchi punta in alto e se l’Arsenal dovesse uscire dalla Champions con la Roma, si chiuderebbe un ciclo e a giugno finirebbero inevitabilmente sul mercato Emmanuel Adebayor e Cesc Fabregas.
Resta poi aperto il caso Didier Drogba, segnalato sempre fra i peggiori in campo nelle ultime uscite del Chelsea, avvilito dalla presenza di Nicolas Anelka che segna a raffica e lo sta relegando in panchina. Ma all’Inter improvvisamente stanno cambiano le strategie di mercato. La tendinite di Patrick Vieira è seria, è andato a curarsi in Francia e Marco Branca ora sta cercando un centrocampista con le sue caratteristiche. Operazione complicata, ma ora che Adriano e Balotelli hanno dato segnali positivi, è questo il nuovo obiettivo. Mercato che potrebbe riservare un colpo immediato in casa Juventus: Marco Motta, capitano dell’Under 21 e difensore dell’Udinese, è sul taccuino. L’Udinese ha fatto sapere che tratta solo la cessione definitiva, la Juventus lo avrebbe chiesto fino a giugno, ma il giocatore ha già espresso il suo gradimento al trasferimento.