Scelta difficile fra Editors e Róisin Murphy

Luca Testoni

Un tour serale attraverso le sonorità dìOltremanica di ultima generazione. A raccogliere l’idea lanciata dai romani della Dna (specializzati nell’organizzazione di concerti), due club milanesi: il Rainbow Club di via Besenzanica 3, in zona Bande Nere, e i Magazzini Generali di via Pietrasanta 14 (zona Ripamonti). Il primo, ospiterà infatti, dalle 21 (ingresso 12 euro), il quartetto rock-wave di Birmingham degli Editors, mentre il secondo, dopo le 23 (ingresso 18 euro), farà altrettanto con la fascinosa Róisín Murphy.
Per gli Editors, che si sono esibiti a settembre a Bologna nel corso dell’Indipendent Days Festival, la curiosità è tanta. Specie tra i più attenti (e giovani) frequentatori delle cose indie-rock. Dalla loro, per il momento, una manciata di singoli e un album, The Back Room, uscito a settembre, riconoscibili per un sound introspettivo che sembra, a suo modo, voler rinfrescare la memoria di quello che erano i Joy Division e di tanto altro post-punk chitarristico d’Oltremanica nei primi anni Ottanta. Da qui l’inevitabile comparazione con i ben più noti “colleghi” newyorkesi Interpol.
Un riferimento tutt’altro che casuale, considerando che i nordamericani vengono da più parti indicati come i capofila di un nuovo movimento rock che pare essersi prefissato l’obiettivo di metabolizzare e rendere attuali e contemporanei i suoni e le atmosfere cupe, ipnotiche e decadenti di tanta new wave britannica di 20 e passa anni fa.
Revivalisti o no, stando ai report giornalistici più recenti, il cantante-chitarrista Tom Smith e i suoi tre soci (il batterista Ed Lay, il bassista Russell Leech e il chitarrista Chris Urbanowicz) mostrano comunque una buona tenuta live e, non senza sopresa, di conoscere anche l’arte di far ballare.
Proprio quest’ultima è la specialità della 32enne dublinese Róisín Murphy. Conosciuta in passato come frontman del duo dance-trip-hop dei Moloko, con l’album Ruby Blue la cantante ha deciso di sperimentare la carriera solista, realizzando un disco dalle atmosfere jazz-pop, ben curato dal celebre produttore (e autore) elettronico Matthew Herbert.