«La scelta è tra Italia che ama e Italia che odia»

Il premier: se avessimo abolito la par condicio non ci sarebbe stata partita

Adalberto Signore

da Roma

L'ultima fatica venerdì a Napoli, per cercare di tirare la volata alla Casa delle libertà. Poi a cena fino all'una meno un quarto a Posillipo, con lo staff che da quasi cinque anni lo segue in giro per il mondo e i vertici nazionali e regionali di Forza Italia, infine la corsa all'aeroporto di Capodichino destinazione Porto Rotondo. La vigilia del voto, dell'«uno contro tutti» come lui stesso ha ribattezzato la sfida elettorale, Silvio Berlusconi la passa in Sardegna. Ore di «riposo» e «completo relax», in compagnia dei collaboratori più stretti e con qualche passeggiata nel giardino di villa La Certosa per dare sfogo alla sua passione per la botanica.
Ai suoi, il premier ribadisce l'ottimismo mostrato nelle ultime settimane, fiducioso che l'affluenza alle urne sarà più alta delle elezioni del 2001. Secondo gli ultimi sondaggi, infatti, se si arrivasse all'84-86 per cento dei votanti la vittoria sarebbe a portata di mano. Speranza che trova in parte sostegno nelle previsioni del tempo, che per oggi annunciano nuvole e piogge al Nord, cosa di cui il premier si è detto molto soddisfatto. Al Centro Sud, però, si prevede un sole splendente che certo un po' preoccupa. Come già accaduto altre volte, infatti, c'è il rischio che quella fascia di elettori non troppo «caldi» che comunque voterebbero per la Casa delle libertà possano preferire il mare o la gita fuori porta all'urna elettorale. Berlusconi, però, vive la vigilia con una certa serenità, convinto di aver fatto il possibile: «Vediamo come va a finire, ma io ce l'ho messa davvero tutta. Ho lottato come un leone». «Ora - dice ai suoi - tocca ai cittadini scegliere tra l'Italia che ama e l'Italia che odia».
Il Cavaliere, dunque, non è pessimista. Perché, come già è accaduto, i sondaggi potrebbero sottostimare il risultato di Forza Italia. E quindi la partita sarebbe tutta da giocare. Secondo il premier, è soprattutto la corsa sul Senato ad essere ancora aperta. Ed è chiaro che un successo (o anche un pareggio) a Palazzo Madama non potrebbe che anestetizzare un'eventuale vittoria dell'Unione alla Camera. La giornata a villa La Certosa è andata avanti tra queste considerazioni e un lungo giro di telefonate ai coordinatori regionali con cui Berlusconi ha voluto tastare gli umori dell'ultima ora. E di una cosa il Cavaliere sembra sicuro: la rimonta continua, il trend è stato invertito, bisogna solo vedere fino a che punto. Poi, in serata, di nuovo in aereo destinazione Milano (dove oggi voterà) per passare le ultime ore prima della grande sfida in compagnia della famiglia.
E quello della rimonta è un concetto che il premier ha ribadito pure venerdì nella cena a Posillipo, al ristorante Rosiello, dove è arrivato dopo una breve sosta in prefettura nella quale ha approfittato per vedere in televisione gli ultimi appelli al voto. In una sala riservata con vista sul golfo il presidente del Consiglio si è concesso tranci di pizza di verdura, pizza margherita, un assaggio di fritto calamari e gamberi, babà, pastiera e limoncello. Alla cena c'erano oltre venti dirigenti di Forza Italia, dal coordinatore Sandro Bondi al capogruppo alla Camera Elio Vito fino agli esponenti locali (Martusciello, Cosentino e la Carfagna). Immancabile Mariano Apicella, con cui Berlusconi si è esibito in due performance (E spingule francese e 'O surdato 'nnammurato).
Un Berlusconi «sereno» e «soddisfatto» lo definiscono i presenti, che si è prestato a foto ricordo con i camerieri e il proprietario del ristorante e non ha mancato di ribadire il suo ottimismo, perché «gli italiani sono gente di buon senso». E che ha ringraziato i giornalisti delle agenzie di stampa che da anni lo seguono giorno e notte: «Sapete che ho un grande rispetto per chi lavora. Vi ringrazio tutti e vi mando un bacio». Con una sola amarezza, la par condicio. «Se l'avessimo abolita - ha detto conversando con i sei ospiti seduti al suo tavolo - non ci sarebbe stata partita, avremmo convinto tutti».